Geddo: Alieni – la recensione

geddoAlieni è il terzo lavoro discografico di Geddo, cantastorie pop-folk ligure che sa trasformare le canzoni in racconti.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Il nuovo lavoro di Geddo è un disco che narra le diverse sfaccettature dell’individualismo, e che parte da quest’ultimo per raccontare tanti mondi personali e tante solitudini. Le quattordici tracce che compongono l’album, infatti, sono quattordici storie di un’umanità variegata il cui filo conduttore è una dicotomia di difficoltà e soluzioni, tra disincanto e sentimenti, auto-referenzialità e condivisione.
E chi sono, dunque, questi alieni? Sono gli altri, certo, ma siamo anche noi stessi, perché spesso, soprattutto in questa modernità basata sulla sovrabbondanza tecnologica dobbiamo barcamenarci tra le nostre identità plurime, rischiando di dimenticare qual è la nostra essenza. La musica, però, aiuta sempre a ritrovare la lucidità.

Ogni brano di questo disco è un racconto, dicevamo, basato su arrangiamenti e scie melodiche pop-folk che a tratti ricordano Lucio Dalla, a tratti Edoardo Bennato e, più in generale, quella bella canzone d’autore che ha brillato molto a partire degli anni Settanta. Davide Geddo è molto agile a pescare nella tradizione musicale italiana, ma è ancor più agile nell’empatizzare con l’attualità. Per questo è un artista molto valido, perché la sua musica è in equilibrio tra accordi e contenuti, perché ha un modo semplice e speciale, senza alcuna pesantezza, di raccontare i sentimenti e la quotidianità. Da ascoltare e riascoltare.

Qui potete farvi un’idea ascoltando il singolo Due, il cui testo è davvero molto acuto:

TRACKLIST

  1. Chiaro
  2. Lampi di settembre
  3. Due
  4. Cammina cammina
  5. Paolina
  6. Portami a casa
  7. Un altro giorno
  8. Briciole
  9. Non dirmelo
  10. Chloe
  11. Per ciò che mi riguarda
  12. La ragazza senza dubbi
  13. Alle bionde piace Noir
  14. Oro e sangue