Francess: A bit of italiano – la recensione

Francess è un artista italo-americana che nel nuovo album, A bit of italiano, traduce in inglese brani della tradizione musicale italiana. Un esperimento ambizioso e ben riuscito. 

di Eleonora Montesanti 

Siamo abbastanza abituati a incontrare brani o dischi stranieri tradotti in italiano. Grandi artisti come Francesco De Gregori, Ron e molti altri, ad esempio, all’interno della loro enorme produzione artistica, hanno scelto di adattare alla nostra lingua famosissime canzoni straniere. 
Di rado, invece, capita il contrario. Ultimamente mi sono imbattuta in A bit of italiano, seconda uscita discografica di una giovane cantante italo-americana di nome Francess, la quale ha selezionato i suoi brani italiani preferiti, li ha tradotti, riarrangiati e ci ha fatto un disco. 
Un esperimento interessante che di certo stimola la curiosità degli ascoltatori, ma anche un esperimento rischioso, data la delicatezza del procedimento. Bisogna dire che Francess è stata molto brava a trovare un equilibrio tra fedeltà ai contenuti originali e personalizzazione: nelle otto tracce che compongono A bit of italiano si percepisce innanzitutto la ricerca di un punto di vista personale, vincolato però dalla cura nelle traduzioni e dal mantenimento dell’essenza primaria. 

Oltre alle otto tracce c’è un inedito, Good Fella, un pezzo piuttosto strano, che unisce inglese e italiano in uno zibaldone di rime e luoghi comune volutamente marcati. 
Le canzoni italiane che Francess ha esplorato e rivestito con i suoi colori sono: Guarda che luna (F. Buscaglione) – proposta in due versioni, Vacanze Romane (Matia Bazar), Attenti al lupo (L.Dalla) – la mia preferita, Il cielo in una stanza (G. Paoli), Quello che le donne non dicono (E. Ruggeri), Passione (Neffa), Vengo anch’io, no tu no (E. Jannacci), Ma se ghe penso (canto tradizionale genovese del 1925). 

A bit of italiano di Francess è un album da ascoltare, perché è bello, ogni tanto, cambiare il proprio punto di vista.