Flunk: Lost Causes – La recensione

flunk lost causesFlunk, sono passati 10 anni da quando esordivano con la cover dei New Order ‘Blue Monday’ che li ha consacrati al successo che li ha portati alla ribalta di tutto il mondo, tornano con un album dal titolo Lost Causes (2013, Beatservice Records). La band di Oslo formata da: Anja Øyen Vister alla suadente voce, Ulf Nygaard (già nei Folk and Rovere), Jo Bakke (ex-Happy Campers) e Erik Ruud (Antenna), uno dei gruppi europei che meglio hanno saputo interpretare il genere downbeat all’inizio del nuovo millennio. Un album questo Lost causes non lontano dal passato, con le melodie indietroniche e sonorità trip-hop, che rievocano i Portishead dei primi anni novanta, che già nei precendenti lavori era la caratteristica principale. Quello che caratterizza questo lavoro, e lo rende particolare nella produzione dei Flunk è la presenza di sonorotià che invocano la new age, come nel brano Sanctuaty. Un album che conferma che i Flunk rimangono tra i capofila del downtempo. Il singolo ‘Queen of the Underground’  e “Bus Ride”, l’apice di questo lavoro, sono due brani che potrebbero essere utilizzati come manifesto del genere downbeat.