Emozioni domestiche: Scud Mountain Boys

emozioni domesticheEmiliano D’Agostino

Emozioni domestiche: gli Scud Mountain Boys ritornano con la ristampa di Pine Box e Dance the night away. Prestate attenzione al ricordo, alle volte in cui pioggia e pensieri ingombranti, finestre rigate di gocce tristi e il timore di una insostenibile pesantezza in agguato vi hanno sopraffatto. Probabilmente eravate in casa. Perché è il luogo in cui tutto accade, il sito dove svuotarsi, denudarsi senza vergogna. Così è stato per gli Scud di Joe Pernice vent’anni fa. Lavori registrati at home, incarnazione di storie normali, sospirate ad un microfono ambientale, quasi rudimentale. Linee di vicende in acustico, country ballads che reclutano lo stato d’animo e lo guidano ad incamerare ossigeno di paesaggi lontani. Pernice è un songwriter talmente educato ed intimo che qualche volta la sua voce pare il calco della nostra. Ehi man – verrebbe da confidargli – hai perfettamente ragione, è la mia vita quella che scorre lenta su questi accordi. E’ nella cucina del bassista Bruce Tull che sono state sfornate le liriche, come a simboleggiare il lavoro svolto sulle e con le parole, la creazione dei testi passata attraverso le mani, sporche di farina e di ricerca ma sempre in una quieta riparata. Pochi i momenti in cui la batteria spezza il controllo uniforme della chitarra e il genere accelera, She took is Picture, Helen sono i brani più marcatamente country e leggeri. Per il resto si rimane in quell’atmosfera ovattata e interrogativa, un’oscillazione che diventa scivolo per cuori deboli. Combine, Letter to bread, Reservoir e Closing Time sono le tracce che meglio identificano quello che al tempo fu il principio di una scintilla. E se proprio si vuole fare una menzione speciale, Television con il suo inciso “send me a show, you’re the only world i know” merita il gradino più alto. Restate a casa questa sera, in salotto suonano gli Scud.

Emiliano D’Agostino