Elita Design Week Festival: Ricardo Villalobos, Autoproduzione e Follia

Villalobos (1)Tutti i luoghi erano in metamorfosi durante la settimana del Salone, a Milano. I bar diventavano vetrine, le librerie osterie, i teatri templi della minimal house. Ricardo Villalobos e il suo live. Uno dei più importanti esponenti dell’elettronica mondiale, cileno di origine e tedesco di adozione, si è trovato a riempire tutta l’aria in circolazione nel Franco Parenti, palco notissimo di attori come Filippo Timi, e diventato, per la notte di venerdì 12 aprile, contenitore dei desideri del popolo notturno della città che si scatena, tra occhialoni verdi e tacco dodici. Un appuntamento importante per Villalobos, ed effettivamente questo dj, appassionatissimo dei Depeche Mode, sull’onda da almeno un decennio, ha saputo giocarsi bene l’opportunità, creando uno spettacolo sonoro intelligentemente orientato a far perdere la bussola, mescolando bassi con strutture melodiche emotivamente accattivanti, e creando un connubio applauditissimo. A presentare questo evento di nuovo Elita Design, network freelance e partner di peso del Design Week di quest’anno, con l’organizzazione di un festival giunto oramai all’ottava edizione, e che quest’anno ha istituito il primo Milano Design Award, evoluzione delle due precedenti edizioni di elita Design Award. In attesa di scoprire quali saranno le prossime mosse degli organizzatori (in questa edizione si è puntato molto sull’idea di “autoproduzione” e artigianato), proviamo intanto a riprenderci dallo stordimento di questa rassegna che mescola musica, moda, design, estro e follia collettiva. Con prognosi di almeno un’altra settimana…