Elegacy: The Binding Sequence – la recensione

Elegacy“The Binding Sequence” nuovo album degli Elegacy, pubblicato il 9 Ottobre da Valery Records

di La Vivi

 Gli sforzi e il talento dei musicisti coinvolti nel progetto hanno fatto in modo che, a metà anni 2000, la band venisse ritenuta una delle migliori realtà prog power sulla scena italiana, come confermano le recensioni entusiastiche che seguirono l’ uscita del loro primo album, “Impressions” pubblicato nel 2005 e distribuito “worldwide” da Northwind/Self.

Nell’estate del 2014 termina il mastering di “The Binding Sequence” e il secondo album degli Elegacy è finalmente pronto così, 10 anni dopo il  loro primo album, gli Elegacy tornano con un disco che pur continuando ad ispirarsi alle sonorità progressive, si innova stilisticamente avvicinandosi maggiormente al puro Heavy Melodic Classic Rock, ricco di grande tecnica, atmosfera e produzione cristallina.

Constantin Terzago (tastiere) e Massimo La Russa (chitarre) nel 2011 gli Elegacy entrano in contatto con Mark Zonder, leggendario batterista dei “Fates Warning” e Mike Lepond, bassista dei “Symphony X “che, dopo aver ascoltato il demo del nuovo disco, decidono di prender parte alle registrazioni. A completare la produzione con la stesura delle melodie e l’arrangiamento dei cori si unisce alla voce Ivan Giannini (Derdian).

Una band con evidenti influenze Prog e Power che afferma, in apertura al disco, il proprio spessore musicale di classe con “April Sun”: chitarra e tastiera si amalgamano in un connubio perfetto; un intro deciso accompagnato dalla voce potente e pulita di Ivan Giannini.

Brani come “Street Race”e“Motion” : un corpo unico in cui la batteria diventa il cuore, nonché battito, che accompagna nel respiro delle chitarre voci e cori fino a creare un’atmosfera accattivante attraverso virtuosismi puliti, carichi e decisi, creando così una coesione perfetta tra musica e cantato.

Con “The Dragon’s Age”, “When the night comes down” le sonorità predominanti tornano ad essere quelle del Power Metal con assoli decisi, acuti e potenti e tastiere in chiave quasi fantasy e una voce ancora in perfetta sintonia, in grado di gestire potenza, tecnica e armonia.

Armonizzazioni e chitarre dal suono morbido e cullante nell’ emozionante “The Dark Tower” e pura emotività nelle splendide “Autumn in Berlin” e “The other me”.

L’ultimo brano di The Binding Sequence conferma in modo assoluto le capacità artistiche, musicali e stilistiche degli Elegacy che, con “The faulty miracle of life”, raggiungono il vertice delle loro facoltà creative. In questo brano la tendenza al Prog è più che palpabile, ma non nel suo semplice essere genere musicale di riferimento, bensì qualcosa di più. Una nota di merito va anche al finale del brano che si colora di Jazz, riecheggiando una delle radici della storia della musica.

Gli Elagacy, tornano sulla scena musicale con un album ricchissimo di storia del rock, in particolare del metal, unendo due generi musicali, Il Prog e il Power, in chiave melodica e più classica, in cui troviamo alcuni riferimenti stilistici e di genere alle radici da cui essi nascono: jezz e blues.

Inoltre per tutto l’album troviamo accenni alla “New Wave of British Heavy Metal”, vera e propria scuola di pensiero musicale, nata e sviluppatasi verso la fine degli anni 70 in Gran Bretagna e che ha determinato e simboleggiato la rinascita e l’evoluzione del’ heavy metal in quel periodo, in cui l’artista era libero di esprimere la propria creatività: brani più brevi e accattivanti, tecniche di produzione più sofisticate, e una tecnica maggiormente sviluppata.

Insomma una album certamente pregno ed intriso di competenza, capacità e forte emotività quello degli Elegacy.

Che dire, Buon Ascolto!