Elefanti: Noi siamo elefanti – la recensione

elefantiNoi siamo elefanti è l’album d’esordio del power duo bergamasco Elefanti, tra rock e sentimenti.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Un esordio di un certo peso, quello del duo Elefanti, ispirato a un rock esplosivo e graffiante, localizzabile da qualche parte tra Timoria e Subsonica.
Tra groove potenti, chitarre incisive, acuti e voci robotiche, il disco si costruisce su sette tracce molto interessanti, che svelano un certo potenziale.
Si parla di amore in tutte le sue forme – sofferto, incondizionato, indimenticabile – e di alcuni problemi della società moderna, quali l’importanza dell’apparenza e la predisposizione a giudicare.

Il disco si apre con Avorio, una sorta di dichiarazione d’intenti la cui protagonista è l’allegoria di un elefante che, privato del suo avorio, si ritrova senza la parte più pura di sé.
Me lo dici sempre, invece, somiglia molto a un omaggio ad un altro power duo, i White Stripes, ed è un pezzo basato principalmente sul ritmo della batteria.
Tra i brani più interessanti ci sono Un po’ conta (se vuoi), episodio più melodico e  romanticamente scanzonato, e Cieli bui, che spicca su tutto il resto per la sua cupezza irrimediabile.

Insomma, quest’opera prima è molto stimolante, poiché è facile guardare al futuro del duo, che ha le potenzialità per maturare verso uno stile e un linguaggio ancor più profondamente personali.

Elefanti sono: Francesco Shamble Arciprete (voce, chitarra e basso) e Matteo Teo Belolli (batteria e seconde voci).

TRACKLIST 

1) Avorio
2) Me lo dici sempre
3) Nel vortice (non è facile)
4) 4 lire
5) Un po’ conta (se vuoi)
6) Cieli bui
7) Ricordati di me