Disorchestra: Umani Disumani – La recensione

disorchestra I Disorchestra presentano Umani Disumani uscito il 10 Ottobre per Seahorse Recordings. I Disorchestra sono un trio formato dal cantante, chitarrista e autore Giulio Marino, dal bassista Emanuele Ciampichetti e dal batterista Alessio Palizzi. Umano Disumano, un album composto da 13 tracce che affonda le radici nel rock Cantautorale italiano, inteso come quello che dei Marlene Kuntz e tutti il filone indie italiano. Ma qui, Umano Disumano vira, almeno per il cantato, il quel rock in cui la voce è la protagonista. Quel rock, che in Italia ha un riferimento, quello dei Massimo Volume. Qui troviamo, come nel riferimento, testi ispirati che a volte toccano la poesia. Sfoccia nella teatralità della parola, accompagnata da sonorità e melodie rock, a tratti cupi e malinconici come in Underground. Invece nella camera Elettrica, le sonorità si cercano di fare più ritmate ed ansiogene, senza però arrivare. I Disorchesta con questo lavoro, con questo esordio, possiamo dire che cercano di rinnovare in qualche modo quel rock italiano, alle volte stantio. Aggiungono un piccolo tassello, creandosi, costruedosi addosso un genere a se stante. Si può affermare che questo è un ottimo esordio, forse l’unica pecca  è quell’ultimo  brano “La guerra dei Poveri”. In questo brano i Disorchestra si allontano da tutto quello che è stato Umani Disumani nei precedenti 12 brani. le sonorità si fanno “country” ripercorrendo quel folk, quel combat folk che va dai Modena City Rambles in poi, di cui se ne può fare a meno.

 

 

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