Dedo: Cuore elettroacustico – la recensione

Dedo - Cuore Elettroacustico - CoverCuore elettroacustico, quarto disco del cantante e polistrumentista Dedo, è un’opera pop piena di sfumature, arricchita dalla collaborazione con Max Gazzè e Faso (Elio e le Storie Tese).

 

 

di Eleonora Montesanti

 

 

E’ molto bravo, Dedo, a giocare con la musica. Il suo nuovo disco, Cuore elettroacustico, colpisce innanzitutto per le grandi acrobazie melodiche e stilistiche che si susseguono, in un clima deliziosamente pop, che ondeggia – come anticipa il titolo – tra l’elettronica e le ballate, anche se, a dirla tutta, non manca qualche accenno al funk, al rockabilly e allo ska.

D’altronde è il curriculum di Dedo a precederlo: è membro dell’orchestra di Sanremo, ha suonato in numerosi spettacoli televisivi nazionali e da anni fa parte della liveband di Max Gazzè (con cui, tra l’altro, c’è un divertente featuring in questo disco). I suoi dischi solisti, dunque, non possono non essere permeati da tutte queste esperienze creative: il risultato è qualcosa di variopinto, sfaccettato, ma estremamente coerente.

A livello di contenuti, l’album ricerca la sensibilità e la compassione al fine di combattere contro la prospettiva di un futuro da automi. Un futuro che è sempre più imminente, accelerato dai luoghi comuni che si radicano nelle nostre fragilità: paura del diverso, egocentrismo da social network, perdita della connessione con la realtà, bombardamenti mediatici di distrazioni, disinformazione e generalismo televisivi sono i nemici contro cui dobbiamo lottare per non perdere la nostra identità.

Un bel disco che fa ballare e dà scossoni.

TRACKLIST 

  1. Attendi solo un po’
  2. Dicono
  3. Inverno maledetto
  4. Taggami il nervo dell’amore (feat. Max Gazzè) 
  5. Resta sul divano
  6. Non è difficile
  7. Ti manci ‘u quagghiu
  8. Piango alla TV (feat. Faso)
  9. Euro da mare
  10. Il ballo del maiale ingrifato