DARDUST esce con “7” il primo capitolo della sua trilogia – la recensione

dardust7Il mondo elettronico si fonde con i territori complessi e aulici della musica classica, questo è “7”, il concept album di DARDUST. 

di Francesca Moli

Alzi la mano chi si fa prendere dal panico, ogni qual volta debba ascoltare un album strumentale; chi pensa che, se non ci sia qualcuno che canti o la batteria che tenga il ritmo dall’inizio alla fine, sia tutto una gran noia.

Eccomi…..Io sono la prima ad alzare, non una, ma entrambe le braccia, e ad agitarle in aria, col fare di chi, in acqua, sta annegando. Se anche voi la pensate come me, oppure la vedete nel modo totalmente opposto, fermatevi un attimo e leggete questa recensione.

Perché? Perché, nel caso di “7”, prima fatica di DARDUST, mi sbagliavo! Ma prima di spiegarvi le mie ragioni, vi do qualche informazione su chi e su che cosa parleremo.

“7” si compone di sette brani strumentali, scritti in sette giorni e prodotti in sette mesi.  E’ uscito il 3 marzo 2015 per INRI, in collaborazione con Universal Music Publishing.

E’ il primo capitolo di una trilogia discografica che attraversa l’asse geografico/musicale Berlino-Reykjavic-Londra, ideata da DARDUST, dietro cui si cela il pianista e compositore DARIO FAINI.  Si inizia proprio da Berlino, dove, nei Funkhaus Studios, è stato registrato “7”,e dove Francesco Donadello si è è occupato del mastering. Il primo video estratto,”Sunset On M”

Ha per protagonista un astronauta che si avventura in un viaggio spazio-temporale, che lo porterà a tornare bambino, ma privo di ricordi. Inizia così un percorso di ricostruzione temporale, dove il piccolo compie i suoi passi per tornare nel presente. cullato da un crescendo musicale, ad opera di synth e archi. Il video vuole essere un tributo al film di Nicolas Roeg, “L’uomo che cadde sulla Terra”, dove David Bowie interpretava l’alieno Thomas Jerome Newton.

Ed ora veniamo al perché ho ammesso di sbagliarmi.

In una semplice frase: “7” è una piccola poesia fatta di musica. Siamo talmente schiavi delle parole, che a volte dimentichiamo quanto possa essere bella e potente una melodia. Dimentichiamo che le note possono comunicarci molto più di mille parole e, soprattutto, ci lasciano liberi di immaginare. “7” è una vera e propria esperienza visiva e sonora, dove i titoli dei sette brani sono il manifesto di ciò che andremo ad ascoltare. Allo stesso tempo, però, come vi dicevo, lascia che sia la nostra mente a creare l’immagine, che verrà accompagnata dalla musica. In “Un Nuovo inizio a Neukölln”, ad esempio, la melodia cresce pian piano come fosse il principio di un nuovo giorno, di una nuova vita. Il pianoforte lentamente viene raggiunto dagli archi e, insieme, ci avvolgono in un’emozione di suoni. E’ come se fossero due occhi assonnati che si aprono per la prima volta, e meravigliandosi di ciò che hanno intorno, guardano con gioiosa speranza al futuro. “Enjoy The Light” riesce a trasportarci su una spiaggia, al sorgere del sole. E’ come se la musica accompagnasse l’astro in ogni suo movimento, da quando fa capolino sul mare piatto al momento in cui si eleva in cielo. Il pianoforte è il protagonista di tutto l’album, ma non ne è il sovrano assoluto. Come in una Democrazia, lascia che anche gli altri strumenti facciano sentire la loro voce, siano essi gli splendidi archi o gli innovativi synth e computer. La musica classica, il vecchio, si fonde perfettamente col nuovo, la musica elettronica. Questi due mondi, così diversi, entrano in contatto senza mai scontrarsi e, anzi, è come se si unissero in un tenero abbraccio.

Quello che Dardust, o meglio Dario Faini, è riuscito a fare, almeno con me, è stato creare una piccola colonna sonora per i miei pensieri. Una ventata di aria fresca per i propri sogni.

Dardust: Dario Faini, ideatore del progetto, pianista e compositore, Carmelo Emanuele Patti, Simone Sitta, Simone Giorgini: archi, Vanni Casagrande: synth

Di seguito il video di Invisibile ai tuoi occhi:

Ecco i prossimi appuntamenti live di Dardust:

27 marzo, Torino, Officine Ferroviarie

(evento organizzato da International Film Music Festival per finanziare la prima edizione che si terrà a Torino dal 14 al 17 maggio)

19 aprile, Milano, Elita Design Week Festival

Ma verranno annunciati ulteriori nuovi appuntamenti!