California: il ritorno del pop-punk firmato Blink-182

 

blink-182-californiaEsce oggi venerdì 1 luglio “California, il nuovo e atteso album dei Blink-182, e noi de Lamusicarock.com abbiamo avuto la possibilità di ascoltare in anteprima cinque delle sedici tracce presenti nel nuovo disco.

di Alessandro Uccello

Nuova formazione, nuovo entusiasmo, ma vecchie sonorità, sembrano questi gli elementi fondanti della ripartenza della nota band californiana, nata nel ’94 in un garage di San Diego.

Come ormai noto, dopo la discussa uscita dalla band del co-fondatore Tom Delonge, la nuova chitarra e la nuova voce dei Blink è Matt Skiba, cantante e chitarrista degli Alkaline Trio.

Dopo l’uscita di “Bored to death”, lo scorso 28 aprile, iniziava ad aleggiare la sensazione che la band volesse tornare alle sonorità che la lanciarono in vetta alle classifiche mondiali, sensazione che si conferma poi con questo primo ascolto dell’estratto di “California”.

Nell’ormai lontano 2003, infatti, i Blink-182 con il “Self-titled” compirono una coraggiosa svolta verso nuove sonorità, più mature e ricercate, accompagnati da testi che uscivano dai loro classici schemi di spensieratezza e divertimento, per affrontare temi più profondi. Una maturità che pare essersi attenuata con l’uscita del loro ultimo album del 2011, “Neighborhoods”, dove l’influenza pesante di De Longe ha portato arrangiamenti tipici degli “Angels And Airwaves” (progetto parallelo di Tom) nei riff classici dei Blink-182 (così come accadde pochi anni dopo nell’Ep Dogs Eating Dogs) creando un cross-over tra le due band, più che una vera e propria evoluzione della seconda.

Tornando al presente, California” ha tutta l’impressione di essere un tuffo nel passato e simbolica è Bored to death, scarica di adrenalina pop-punk con il classico marchio Blink-182, quello che abbiamo conosciuto ed amato in canzoni ormai entrate nella storia del rock come “What’s My Age Again” o “All The Small Things”.

Con Rabbith hole torna lampante il contrasto di voci, altro simbolo storico della band californiana, che se nel brano di lancio sembra poco chiaro e presente, in questo secondo pezzo torna vivo e ben marcato.

She’s out of her mind apre con uno dei riff di basso tra i più classici di Mark Hoppus che ci riportano ai tempi di “Take off your pants and jacket” e viene segnato il ritorno anche dei testi sull’amore adolescenziale e tutti i problemi che comporta, abilmente alleviati da una musica che libera la mente da qualsiasi pensiero negativo.

Altro brano, altro ritorno, con Sober si riaffacciano i na na na e subito sembra di riascoltare tipici brani pop-punk di fine anni ’90 con la nostalgia che inizia ad affiorare sempre più al ritmo di un timido pianoforte che si fa spazio tra chitarra, basso e batteria.

L’ultimo brano concesso in anteprima è forse la vera novità tra i cinque.

Dal titolo Home is such a lonely place, si tratta di un brano inaspettato, una ballata al ritmo di un inteso arpeggio di chitarra con le voci di Mark e Matt che si rispondono per poi trovarsi all’unisono urlare come “questa casa sia un posto desolato senza te”, accompagnati dall’armonioso suono di violini che introduce l’arrivo di Travis che porta la band a chiudere il pezzo in un tripudio di suoni e malinconia.

In definitiva si tratta di un album che è una certezza. Se come me siete cresciuti ascoltando i tre ragazzi di San Diego con i loro riff spensierati e con testi inneggianti l’adolescenza con tutti i suoi pro e contro, sicuramente apprezzerete “California”.

Personalmente, pur essendomi molto divertito nell’ascolto di questi cinque brani capaci di riportarmi con la mente a momenti passati dove “What’s my age again” e “All the Small Things” (per citarne solo due) sono state la mia colonna sonora, rimango un po’ con la bocca amara di chi ha assaporato la possibilità di un cambiamento, di una maturazione, vista poi sfumare a favore di un ritorno ai vecchi fasti.

Non rimane che acquistare “California” in uscita venerdì 1 luglio, ascoltare tutte le sue tracce ed attendere con ansia il ritorno dei Blink-182 live in Italia; perché lì sì, che non è mai cambiato niente!