Brunori Sas, Vol. 3 – Il cammino di Santiago in Taxi

brunoriEleonora Montesanti

E’ uscito il 4 febbraio il terzo disco (o volume) del cantautore cosentino Brunori Sas, si intitola Il cammino di Santiago in taxi.

Un nuovo album che nasce da una riflessione sulla vita e sul percorso personale dell’artista stesso: è un tentativo sentimentale e ironico di trovare un equilibrio tra profondità e superficie e all’eterno scontro tra emotività e razionalità.

Undici tracce che fotografano intuizioni, stati d’animo e leggere critiche sociali. Il cammino di Santiago in taxi regala sonorità lineari e testi semplici, a volte ingenui, due aspetti entrambi molto efficaci: l’alternarsi di episodi di intimo cantautorato (per esempio la ballata malinconica Sol come sono sol) a brani costruiti su arrangiamenti pensati per la band (come Nessuno e Pornoromanzo) è una dicotomia nata involontariamente, che esprime il bisogno di creare un disco più umano, più grezzo, senza troppe elaborazioni a posteriori. E’ evidente (e naturalmente apprezzabile) che non ci sia nessuna ricerca del colpo ad effetto, bensì che queste canzoni siano figlie della casualità e di una naturale urgenza comunicativa, nella quale niente è pensato a tavolino. Proprio al fine di raggiungere questo scopo, l’album è stato registrato in una chiesa seicentesca, un ex convento dei cappuccini situato a Belmonte Calabro, per fuggire dalla meccanicità delle sale di registrazione e per trasformare questo normale processo in una reale esperienza di vita. Inoltre, a differenza dei dischi precedenti, prodotti entrambi dallo stesso Dario Brunori, questa volta è stato coinvolto un altro produttore artistico, Taketo Gohara, scelto per il suo gusto e il suo spirito molto poco ingombrante, in grado di creare un sound che fosse allo stesso modo bello e autentico.

Il titolo è un aneddoto accaduto sul serio, non è direttamente collegato ai brani, ma riflette la loro schizofrenia nella lotta tra l’eterna ricerca di profondità e la superficialità di un mondo che ordina di sbrigarsi ed avere fretta, poiché è sempre necessario avere un’opinione su tutto ed essere perennemente in comunicazione, a discapito della volontà di approfondimento e di riflessione.

Arrivederci tristezza – la canzone d’apertura – rappresenta da un punto di vista introspettivo una sorta di dialogo con la parte razionale della propria testa, per farla smettere, almeno per un giorno, di analizzare e sminuire le piccole gioie quotidiane e di dare un senso a tutto quel che succede. In Mambo reazionario, un pezzo molto fresco e ironico che cela una critica velata ed efficace sul modo di vivere dell’uomo occidentale e sulla sua incapacità di stabilire quali siano i valori fondamentali dell’esistenza in questa contemporaneità precaria e impaziente, racchiude in sé il riassunto della poetica di tutto Il cammino di Santiago in taxi: come farà quel che è superfluo ad apparire necessario?

Il disco contiene alcuni episodi di cantautorato davvero ben riusciti, dove i testi pregni di disillusione e amarezza vengono sostenuti da linee melodiche pianocentriche scarne e pulite. Si tratta di Kurt Cobain (il singolo di lancio),

una citazione emblematica e più che mai attuale che esprime quanto il successo e la fama siano condizioni illusorie e nocive per chi si ritrova a non avere nient’altro, e La vigilia di Natale, molto simile a Il giovane Mario (contenuto in Vol. 2 – Poveri Cristi), una vicenda amara sul senso di oppressione causato dalla ciclicità della quotidianità, sulla volontà di scappare zittita a colpi di cenoni e vacanze al mare. A questa necessità di seguire i cicli della vita si collega Le quattro volte, le cui strofe evidenziano le tappe apparentemente fondamentali dell’esistenza: il diploma, il matrimonio, la paternità, il lavoro, le ferie e la pensione. Il ritornello, invece, invita a considerare altre possibilità: si può nascere un’altra volta, puoi rinascere un’altra volta se ti va, perché ognuno ha il sacrosanto diritto di essere l’artefice della propria felicità.

L’ascolto procede con Il santo morto, il momento più divertente del disco, che non può passare inosservato: contiene un insieme di istantanee senza un’apparente logica di fondo. Questi accostamenti improbabili, il senso di coralità e il caos sono lì per mostrare il lato più incomprensibile dell’immediatezza delle informazioni, cioè la mancanza di tempo per comprenderle e la conseguente superficialità nel costruirsi opinioni.

Maddalena e Madonna invece è una storia d’amore, una chicca posta nel mezzo dell’album proprio per prendersi una pausa dalla velocità per assaporare un po’ di sano romanticismo e la particolarità della melodia, costruita con fiati, archi, giocattoli e rumori vari.

Nel complesso Il cammino di Santiago in taxi è come un cartello di STOP, dunque una possibilità di fermarci a guardarci dentro e ad analizzare con occhio critico quel che ci circonda, e allo stesso tempo di scappare per qualche istante dalla nostra testa, lasciandoci coccolare dall’incredibile linearità dei sentimenti.

Dario Brunori e la sua band (composta da Stefano Amato – violoncello e basso, Dario Della Rosa – pianoforte e tastiere, Massimo Palermo – batteria, Mirko Onofrio – fiati, Simona Marrazzo – cori e percussioni) sono un punto fermo importante per il modo brillante e maturo di vivere la musica, raccontare storie e regalare grandi emozioni: la semplicità è la chiave di tutto, la sua essenza può penetrare qualsiasi animo. Insomma, Brunori Sas sa giungere dritto al cuore come pochi altri.

 

Queste le date del TOUR (Picicca Studio / Gilda Produzioni):

6 marzo, Alcatraz (Milano)

8 marzo, Auditorium Flog (Firenze)

14 marzo, Hiroshima Mon Amour (Torino)

15 marzo, Teatro dell’Archivolto (Genova)

19 marzo, Altà fedeltà c/o Geoxino (Padova)

21 marzo, Locomotiv Club (Bologna)

22 marzo, Emporio Malkovich (Verona)

27 marzo, Teatro Auditorium Unical (Cosenza)

29 marzo, Atlantico (Roma)

4 aprile, I Candelai (Palermo)

5 aprile, Mercati Generali (Catania)

10 aprile, Afterlife (Perugia)

11 aprile, Casa della musica (Napoli)

12 aprile, Demodè (Bari)

17 aprile, Tipografia (Pescara)

18 aprile, Set Action & Stage (L’Aquila)

19 aprile, The Cage (Livorno)