Auden: Some Reckonings – la recensione

auden“Some Reckonings” il primo album degli Auden in uscita in digitale e vinile il 19 gennaio 2015.

di Francesco Miliano

Presentiamo il primo lavoro degli Auden, anche se non sono da considerare emergenti, gli Auden sono una storica band di culto dei circuiti emo-core di fine anni ’90 e inizio 2000. Nel 2013 grazie a V4V-Records pubblicano un Ep  dal titolo “Love Is Conspiracy” (ascoltalo e scaricalo gratuitamente qui). A distanza di 15 anni dalla nascita del gruppo a gennaio 2015 viene pubblicato il loro disco d’esordio “Some Reckonings” sempre grazie a V4V.

Gli Auden sono: Stefano Frateiacci, Antonio Maggini, Francesco CortiAndrea Bennati. Non si possono comprendere le diverse sfaccettature e influenze di questo lavoro, in qualche modo, anzi, all’elenco oltre a quello con cui si presentano, emo-core, si potrebbe tranquillamente aggiungere new wave e garage rock. Tutto questo è presente in maniera interessante fra le note di “The day of Reckoning”; ci troviamo di fronte ad un brano meno noise ma più punk-rock dei successivi contenuti nel disco; mescolato alla melodia, il tutto condito con riff  a tratti malinconici e con un finale in veloce progressione ritmica che ricorda lo stile degli Smith. Nella seconda traccia “Next Regrets”  si riscontra un andamento molto noise-rock con riff e  fraseggi in stile Pavement, Fugazi e Sonic Youth, contornato da una voce rock  molto calda e pulita. Si prosegue con “False Restart” di chiara matrice noise wave fondata su un chitarrismo atipico, ma ormai inconfondibile, in cui non vi è differenza fra ritmica e solistica poiché tutto converge in un fluire disarmonico. Il quarto brano “The Winter of Two Thousands and Ten”  è stupendo, trova una dimensione più percussiva e intimista ma pur sempre in chiave noise rock, con un cantato onirico e una linea di chitarre più dura ma molto rarefatta e affascinante. Si prosegue con l’ascolto di “Rather Than Not Believe it” ballata garage- rock psichedelico dall’effetto suggestivamente pop e straniante che rimarca reminiscenze di scuola indie rock. Chitarre dai suoni caldi e avvolgenti le troviamo anche nel brano numero 6 del disco dal nome “Back and Forth”, sezione ritmica cara al punk-rock con intreccio di chitarre soniche di rarefatta bellezza noise pop melodico, accellerazioni improvvise, pause,e progressioni sonore trascinanti e molto colorate.

“I Smiled Too Little With You”, è il penultimo brano del disco, ballata molto interessante e armoniosa. Il disco si conclude con il brano “Curtain” lento ma ritmicamente psicotico per poi sfociare un un’esplosione sonora rumoristica si, ma mai fuori le righe, attenendosi sempre  all’andamento di tutto il disco. “Some Reckonings” è il primo disco ufficiale ed esce in digitale e vinile a gennaio 2015 per V4V-Records. Un disco molto interessante di rara bellezza e ben suonato, consigliato agli amanti del garage-pop, e della noise wave.