Astrid Williamson: We Go To Dream – recensione

Astrid WilliamsonIl 31 luglio è stato pubblicato il nuovo album della polistrumentista inglese Astrid Williamson “We Go To Dream” (One Little Indian / Audioglobe ),  anticipato dal singolo “Hide In Your Heart”

di Francesca Moli

Ricordate mai cosa avete sognato durante la notte?
Io, nel 90% dei casi, no.
Quindi, ho elaborato la mia strampalata teoria, secondo cui, se mi alzo di buon umore, ho fatto dei bei sogni, altrimenti no.
Quelli ad occhi aperti, però, li ricordo nel 100% dei casi e mi tirano sempre su il morale.
Di solito, questi sogni vengono stimolati dall’ascolto di musica dalle sonorità più pacate e introspettive.
“We Go To Dream”, il nuovo lavoro della polistrumentista inglese Astrid Williamson, è servito allo scopo.
Dal titolo, potete capire il perché vi sto parlando di sogni. Tradotto letteralmente, infatti, vuol dire “Andiamo Verso il Sogno”.
Scozzese di nascita, Astrid Williamson sembra avere già vissuto diverse vite, per quanto è ricca la sua carriera.
Pianista di formazione classica, ha iniziato la sua carriera musicale nei primi anni ’90 nei Goya Dress. Dopo lo scioglimento del gruppo, Astrid intraprende il percorso solista, pubblicando cinque album in quindici anni (il primo è stato “Boy For You” nel 1998 e l’ultimo, “Pulse”, nel 2011).
Inizia anche a collaborare con artisti molto diversi tra loro.
Durante il tour del 2013 dei Dead Can Dance, di cui è stata corista e tastierista, Astrid Williamson incontra James Orr, ingegnere del suono, programmer e batterista, che le ha proposto di collaborare.
Ciò che ne consegue, sono le 11 tracce che compongono il 6° lavoro in studio, pubblicato dall’artista il 31 luglio per l’etichetta One Little Indian / Audioglobe.
Un inno al cambiamento e al reinventarsi; un cd intenso, che si sviluppa in tre temi principali: la dipendenza dall’ amore, gli eccessi del capitalismo e la spiritualità (l’artista pratica la meditazione trascendentale).
Ad aprire le danze è la title track, “We Go To Dream”.
Le iniziali sonorità, quasi drum’n’bass, accompagnano i versi del brano, fino a diventare una ballad, nel momento in cui Astrid si chiede se l’umanità potrà mai sognare un futuro diverso e migliore rispetto a quello che ci potrebbe offrire il  capitalismo.
“Loaded Like a Gun”, che, insieme a ” Say Goodbye” e “Home”, è uno dei brani più ritmati ed elettronici di tutto il cd, esprime l’intento dell’artista inglese di protestare non solo contro la guerra, ma anche a favore di quei diritti per cui le donne si battoano ormai da troppi anni.
Il primo singolo, “Hide In Your Heart” (in testa a questo articolo), dal ritmo sensuale, parla di come l’amore possa diventare un luogo metaforico in cui rifugiarsi, quando si vuole sfuggire ai problemi dell’ umanità.
“Scattered”, che con “Vermillion”, è la ballata più bella di questo lavoro, è la classica  canzone da ascoltare quando ti fa male il cuore. Il dolore, che si prova, è come se venisse cullato e curato dalle note del pianoforte e dalla voce di Astrid.
Questo brano è stato inserito nella sua versione demo originale, perché nessuna registrazione successiva è stata in grado di ricreare la stessa intensità vocale.
In “My Beautiful Muse”, altra splendida ballad, incentrata sulla fine dell’ amore, la musica riesce a riprodurre perfettamente, in maniera toccante e delicata, il senso della perdita.
Vi ho parlato di temi come l’amore e il materialismo che corrompe i nostri sogni.
Vi ho parlato di ballate e canzoni elettroniche.
Ho assegnato delle etichette.
In realtà, l’ intero “We Go To Dream “, con le sue 11 tracce,  non può essere definito chiaramente.
I brani si contaminano a vicenda con le loro sonorità.
Il gran numero di ballate, di canzoni che parlano d’amore, non rendono questo lavoro, una medicina per cuori infranti.
Il senso di spiritualità che si percepisce in tutte le tracce,  rende profondi, anche i brani più elettronici.
Sta a voi ora, provare ad immergervi nel sogno che Astrid Williamson ha creato per noi.
In fondo, come diceva il buon vecchio Shakespeare “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”
Non ci resta che sognare il più possibile…..anche ad occhi aperti!