Andrea De Luca: Via Direttissima 2 e 1/3 – la recensione

ANDREA DE LUCAAndrea De Luca  presenta il suo disco dal titolo Via direttissima 2 e 1/3 pubblicato su Liquido Records il 7 settembre scorso. Deluca, dopo l’esperienza con i Radiocity e un disco a quattro mani con Federico Poggipollini (Ligabue), ci prova, e ci riesce, con un lavoro tutto suo. Dodici canzoni ispirate al folk rock ed alle sonorità e temi degli settanta.  Arrangiamenti scarni e semplici (curati con Vince Pastano, Max Messina e Antonello D’Urso) che fanno di Direttissima 2 e 1/3 un valido supporto per l’autunno. Il disco ripercorre il decennio degli anni Settanta a Bologna, tra i ricordi personali di De Luca e istantanee dell’immaginario collettivo, come la storia di Francesco Lorusso, lo studente ucciso durante un corteo a via Mascarella nel marzo del 1977 o lo storico concerto dei Clash in piazza Maggiore del 1980. Un album che fa da ponte tra i ricordi del passato e i progetti per il futuro. E’ un disco di riflessione, questo, che si sforza di affrontare con coerenza e un’onestà non comune microstorie dalla validità universale, questioni personalissime, come in “Grazie Nonno” e “Mia Nonna ha una gamba di legno” quest’ultima storia di guerra e di resistenza.  Un buon disco equilibrato, che ha tanto da dire e da insegnare. De Luca oltre all’esperienza e l’abilità di bravo autore, ha dalla sua una grande capacità: quella di non sentire mai l’esigenza di urlare. Parla piano, fino ad arrivare comunque a centrare l’obbiettivo, farti pensare.

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