Andrea Appino “Il Testamento”: Le regole del Gioco

cover-Appino-il-testamento“Ho dieci strofe per lasciare un bel ricordo”, Andrea Appino.  Certi testamenti sono un viaggio negli occhi dello specchio del bagno di casa, e non c’è nessun altro (non potrebbe) a condividere il giro. E’ un lascito di un certo peso, venalità a parte, se non altro per la fatica di stendere con ordine un inventario completo dei beni. Un po’ come uno che è ricco ma non ha un’ idea precisa di quello che possiede, e a un certo punto decide che è l’ora dei conti. E l’ora dei conti non arriva necessariamente alla fine della vita; arriva quando arriva. Regola numero uno: per mettere insieme i pezzi, non partire dagli spiccioli (si perde più facilmente il conto). Regola numero due: per cavarci ordine e senso, prendi senza remore da chi è più bravo di te.
Voce e penna degli Zen Circus, Andrea Appino nel suo “Testamento” ha messo, nell’ordine: famiglia, ego, schizofrenia (regola numero uno); Mario Monicelli (regola numero due), e cioè l’uomo che ha fatto dell’equazione scelta uguale libertà la propria ragione di vita. Lo ha fatto nonostante sapesse che la scelta, quella scelta, gli avrebbe comportato effetti che non si possono recuperare. “Ai ben pensanti che lo trovano immorale, alle signore bocca larga e parrucchiere ” “io ho scelto esattamente tutto quel che sono senza la scelta io la vita l’abbandono”. “Il Testamento”, pezzo d’apertura del disco, è una piccola perla di violini in crescendo e sonorità rock, una dichiarazione potente come un urlo contro la natura, e ferma come la voce della dignità di fronte al dolore. Pubblicato lo scorso 5 marzo per la Tempesta/Universal, questo primo lavoro del cantautore pisano, pur seguendo nello stile musicale il tipico rock alla Zen Circus, strutture semplici e qualche eco dei settanta, è meno ironicamente cinico e più intimo: quattordici brani tra disincanto, paura, amore, prodotti insieme a Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori) e suonati col contributo anche di Franz Valente alla batteria (di nuovo Teatro degli orrori), e di altri numerosi ospiti tra cui Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Marina Rei, Tommaso Novi (I Gatti Mezzi). E’ la totale liberazione dei miei dolori più profondi, la vera e difficile storia della mia famiglia usata come veicolo per una terapia di gruppo, necessaria e a tratti violenta”. Appino ha in mente una strada molto poco indulgente, e una visione retrospettiva pericolosa: un certificato pubblico, comprensivo di fallimenti, incubi e fobie, oltre che di infanzia, persone, vita. Di fondo, con tutta evidenza, torna la regola numero due, presa dal più bravo di tutti: la scelta, tra tutte le carte sul tavolo. Solo la prima mossa è davvero difficile. Le altre, se la giocata è giusta, vengono da sé. Forse.
Buon ascolto!

TRACK LIST “IL TESTAMENTO”:
1. Il testamento
2. Che il lupo cattivo vegli su di te
3. Passaporto
4. Specchio dell’anima
5. Fuoco!
6. La festa della liberazione
7. Questione d’orario
8. Fiume padre
9. Solo gli stronzi muoiono
10. I giorni della merla
11. Tre ponti
12. Godi (adesso che puoi)
13. Schizofrenia
14. 1983