Alfonso De Pietro: Di notte in giorno – La recensione

alfonsodepietro2Di notte in giorno è il nuovo disco del cantautore ed educatore Alfonso De Pietro, nato con il patrocinio di LIBERA e accompagnato da una presentazione di don Luigi Ciotti. Atmosfere jazz sostengono testi d’autore che raccontano di disperazione e speranza, disagio collettivo e lotta per i diritti, indifferenza e riscatto.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Non sempre è semplice affrontare tematiche sociali con equilibrio e consapevolezza, Alfonso De Pietro ci riesce benissimo, complice la sua esperienza diretta e il suo toccare con mano, quotidianamente, situazioni di disagio, disperazione e indifferenza.
Raccontarle mediante canzoni d’autore che si sprigionano partendo da atmosfere jazz molto raffinate, poi, è un valore aggiunto, poiché i testi vengono valorizzati e sostenuti con il giusto bilanciamento tra cupezza e speranza.

In questo disco, infatti, si narrano storie che vale la pena conoscere e ricordare: ad esempio ne La canzone di Rita si racconta la vicenda di Rita Atria; in Angeli custodi ci si mette nei panni di uomini e donne che lavorano come scorte; Lollò D’a Muntagna, invece,  è la storia del rapimento del fotografo calabrese Lollò Cartisano. Non mancano, poi, delle trasposizioni sonore di alcune poesie, come Terra mia, Terra nostra, il cui testo è di Padre Maurizio Patriciello (simbolo della lotta ai reati ambientali nella Terra dei fuochi), oppure l’ultima traccia, Lunga è la notte, che è una poesia molto toccante di Peppino Impastato.

Insomma, Di notte in giorno è un disco che parte da un presupposto molto nobile, poiché unisce la storia alla musica, creando qualcosa di davvero emozionante, delicato, ma anche molto potente: senza nessuna retorica, ci regala la possibilità di essere un tramite per imparare qualcosa di importante. Citando il primo brano, intitolato La memoria, non basta celebrare per non dimenticare.

A.DePietro.SchedaCD