Adriano Viterbini, Film O Sound – la recensione

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E’ uscito ad Ottobre per Bomba Dischi il secondo lavoro solista di Adriano Viterbini, Film O Sound, figlio delle esperienze fatte dal chitarrista negli ultimi due anni: un tour in America, la tournée come chitarrista per il trio Fabi, Silvestri, Gazzè e le collaborazioni con Bombino, Enzo Pietropaoli e molti altri.

di Massimiliano Barulli

Se con Goldfoil Adriano ci ha portato in mezzo alla neve con il video di Kensington Blues, al lago con Blue Man e sempre in montagna con Immaculate Conception, con Film O Sound ci porta alla scoperta del mondo. L’album parte in quarta con Tubi Innocenti suonata insieme a Fabio Rondanini (Calibro 35, Collettivo Angelo Mai, Cristina Donà, Niccolò Fabi, Afterhours) dalle sonorità tuareg cariche di riff e di sonorità africane, non manca il tocco distorto della chitarra e il solo slide a rendere subito riconoscibile lo stile di Adriano Viterbini. Sempre sullo stesso stile troviamo Welcome Ada che vede la partecipazione di Bombino, chitarrista e cantautore nigeriano di etnia tuareg famoso per l’album Nomad prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys e alla collaborazione con Jovanotti. Il brano vede i due chitarristi duettare tra chitarre acustiche ed elettriche, tra slide ed arpeggi veloci in melodie a metà tra Africa ed Italia. L’influenza del Tuareg Blues si può sentire anche in Tunga Magni dove come ospiti spiccano Enzo Pietropaoli e Jose Ramon Caraballo Armas. Gli stessi compaiono in Sleepwalk (Santo & Johnny, 1959), segno di come i tre musicisti mostrano una versatilità rara nel passare da brani di stili differenti mostrando sempre una padronanza del genere impressionante come in questo classico brano anni Cinquanta con lo slide a rendere morbide le melodie della chitarra e il contrabbasso di Pietropaoli a fare da tappeto sonoro, contrabbasso che avrà poi un ruolo di primo piano in Bakelite, Blues strumentale caratterizzato dal duetto chitarra elettrica/contrabbasso raro in ambito Blues.

L’aria calda dell’Africa arriva dritta al cuore in Malaika (riproposizione di una delle più famose canzoni d’amore in lingua swahili e del Kenia) grazie al duetto con Stefano Tavernese e la tromba di Jose Ramon Caraballo Armas che anche se solo strumentale rende in pieno la dolcezza del brano originale. Stefano Tavernese accompagnerà il chitarrista anche in Solo Perle, altro brano lento e delicato dell’album; i brevi riff che si alternano in tutto il brano e soprattutto intorno al primo minuto della canzone sono di rara bellezza e mostrano le enormi qualità dei due artisti in quanto a gusto e ricerca armonica e melodica.

Unico brano cantato del brano è Bring it on Home (Sam Cooke, 1962) dove alla voce troviamo Alberto Ferrari (Verdena). Il brano è un classico Blues che esalta le qualità sia di Adriano (il solo di chitarra è magico) che di Alberto, la sintonia tra i due è grande e la dimostrazione è il Live @ Duel Beat (video pubblicato il 25 nov 2015 da Bomba Dischi su Youtube).

Tra i pezzi più carichi di emozione e passione troviamo Nemi, uno dei due brani insieme a Mondo Slack Key senza collaborazioni; entrambi i brani riprendono in parte le sonorità del primo album, il primo vede protagonista la chitarra acustica mentre il secondo la tecnica slide.

A chiudere il viaggio non poteva che essere una canzone dal titolo Five Hundred Miles, una ballad che come tutto l’album passa dalle chitarre acustiche a quelle elettriche che ci hanno accompagnato all’arrivo di un viaggio intorno al Mondo, dall’Africa all’Europa, dal Lazio all’America sempre però con uno stile proprio che rende Adriano Viterbini un chitarrista completo, versatile e sempre alla ricerca di sonorità nuove.