Un Altro Festival : The Lumineers foto e report

IMG_4521Sono parecchie le band di folk rock in circolazione, e sono parecchie anche quelle che raggiungono una grande notorietà grazie ad un solo singolo. Il 9 Luglio scorso, andiamo al Circolo Magnolia per UN ALTRO FESTIVAL a vedere i The Lumineers proprio con questa convinzione, quella di vedere una delle solite band “estive”, una di quelle fortunate, da sold out, che cavalcano l’onda del successo, ma che a conti fatti peccano di perfomance nel live. Ve lo diciamo sin da subito, non ci hanno conquistato completamente con la loro performance, alcuni brani troppo legati a cori e poco alla sostanza, ma il ritmo folk rock c’è, ed è chiaro che sono cresciuti con quel ritmo nel sangue, infatti, è stato impossibile non cogliere la loro personalità. Chiari, semplici e felici si esibiscono sul palco facendosi apprezzare.

I The Lumineers si sono formati nel 2005 dall’incontro tra il chitarrista e cantante Wesley Schultz e il batterista Jeremiah Fraites, entrambi sono originari del New Jersey, NY. Una band a cui si sono aggiunti nel tempo altri componenti, violoncellista, pianista e via dicendo, gruppo al completo: Wesley Keith Schultz – voce, chitarra, Jeremiah Caleb Fraites – batteria, percussioni, mandolino, voce, Neyla Pekarek – violoncello, mandolino, pianoforte, voce, Stelth Ulvang – piano, accordion, mandolino, cori, Ben Wahamaki – basso, Lauren Jacobson – violino, Adam Trachsel – double bass, basso elettrico.IMG_4696

Abbiamo davanti dei nostri coetanei,  dei “giovani” nati negli anni ’80 che cercano, riuscendoci, di portare l’aria di campagna, l’aria leggera ma allo stesso tempo piena di storie e di racconti, in quel del Circolo Magnolia. La serata inizia molto presto e prima di loro, come vi raccontammo, hanno suonato i Daughter, ma il pubblico è chiaramente presente al Magnolia per i The Lumineers, tanto da farne un live sold out.

Sono noti ai più, e arrivati alle nostre orecchie, grazie al singolo Ho Hey un brano al 100% folk rock, che ai primi ascolti pare quasi una canzonetta semplice, accompagnata da cori, chitarra, pianoforte, frizzante, da ascoltare mentre ci si fa un viaggio in direzione mare. Questo brano, rappresenta appieno tutto lo stile della band, infatti l’intero album si ascolta con lo stesso orecchio. Sono piacevoli, e notiamo con meraviglia quanti dei presenti cantano a memoria i testi della band, e quanto seguito abbiamo già nel nostro paese, pur essendo al loro primo live in Italia.

Nella loro semplicità riescono ad esprimere bene i sentimenti che provano, sorridono, si guardano tra loro, parlano con il pubblico, e dimostrano on stage la semplicità e la simpatia che caratterizza chi fa folk. Dobbiamo però fare un passo indietro, perché non solo i The Lumineers hanno dimostrato tutto ciò SUL palco, ma lo hanno fatto anche GiU’ dal palco.

IMG_4506Prima di andare a suonare parte della band, Stelth Ulvang e Ben Wahamaki, ha passato il tempo giocando a bocce nel campo del Magnolia, ma non da soli, come ci si può aspettare da star internazionali, bensì insieme a delle fanciulle presenti al Magnolia proprio per assistere al loro live. Sogno che diventa inaspettatamente realtà. Lamusicarock.com conosce molto bene queste donzelle e le ha ammirate partita dopo partita, giocare coi The Lumineers. Sul campo da gioco fino a 20 minuti prima di salire sul palco, scalzi e vittime come noi stesse delle zanzare, ci raccontano come hanno imparato a giocare a bocce in Francia, e di come il live che li attendeva sarebbe stato per loro il primo in Italia (a parte la partecipazione a Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio). Simpatici e gentili lanciano la sfida alle presenti, una, due, tre, quattro partite… volete sapere chi ha vinto? Ci siamo persi il conto, tra chiacchere e risate i ragazzi vanno salutati, tocca a loro. Abbandonano a malincuore il campo sul quale hanno giocato in maniera appassionata, un veloce cambio d’abito, ed ecco che ce li ritroviamo on stage… Stelth è ancora scalzo ed è lì a suonare il pianoforte per tutti noi.

Torniamo al live… perchè le sorprese non sono ancora finite. Verso la fine del concerto ci vediamo scansati da degli omoni vestiti di nero che posizionano proprio accanto ai nostri IMG_4730piedi delle piantane, due minuti dopo ci ritroviamo la band proprio lì, armata di mandolino, tamburello, chitarre e microfono, suona in mezzo alla folla e con la folla. Sorridiamo, e pensiamo che il folk deve essere proprio un mondo meraviglioso.

Eccovi le foto della serata:

 

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