TRIVIUM @ FESTIVAL DI MAJANO (UD) – live report e foto

triviumLo scorso 12 agosto 2015 abbiamo assistito al live dei TRIVIUM @ FESTIVAL DI MAJANO (UD)

report: Simonazzi Luca; immagini: Alberto Olivi

Una data unica dei Trivium in Italia ad ingresso gratuito? Non potevamo certo esimerci dal tenerci liberi per un appuntamento del genere, in barba alla sfacchinata delle tre ore abbondanti di viaggio per raggiungere il festival di Majano (UD) che, probabili complici le ferie estive, sembra aver radunato una quantità di pubblico davvero impressionante per una location che, a dirla tutta, sembrava la sagra del tortello di un qualsiasi paese della bassa padana (escluso ovviamente il palco principale, assolutamente di tutto rispetto!).

Dopo un’attesa non paarticolarmente lunga troviamo ad aprire le danze una band di casa, i Despite Exile, formazione Udinese nata nel 2010 di stampo deathcore, che con ottime sonorità e il supporto di un pubblico carico a dovere, già dalle prima note scatena una buona dose di poghi e moshpit, che evidenziano in un solo minuto quello che sarà l’unico fastidioso inconveniente di tutta serata: il terreno sterrato e polveroso che al minimo movimento forma nuvoloni sabbiosi che rendono faticoso anche il solo respirare, questo se ci si trovava nei paraggi del pit sotto palco (come nel nostro caso), ma questo non ha fermato granchè la scatenata fanbase della formazione nostrana, che intona ritornelli ed acclama il quintetto al termine di ogni canzone.

Sonorità che descriveremmo tecniche e djent quanto basta per regalarci una buona e violentissima prova di questi ragazzi, forse un po ripetitivi per quanto riguarda i pezzi meno recenti; una quarantina abbondante di minuti è calzata a pennello per non stancare la porzione di pubblico che, come noi, non li conosceva ma li applaude meritatamente.DSC02247

Ma eccoci alla portata principale, dopo un cambio palco dove persino i roadie venivano accalamati durante le prove microfono, il sipario con la copertina di Ascendancy che ha accompagnato la band d’apertura, cede il posto ad una scenografia ricca e dai toni orientali, dove i teschi di oni, simbolo del nuovo album Silence in the Snow, svettano dinanzi ad un oscuro tempio giapponese; e proprio con il nuovo singolo, nonchè title track “Silence in the Snow”, i Trivium giungono sullo stage dando il via ad uno show decisamente coi controcazzi, nulla lasciato al caso, l’esperienza di palco maturata in anni di tour ha eliminato ogni traccia di incertezze, Matt e Corey scatenano due chitarre che sono un dialogo reciproco di ritmiche ed assoli, Paolo un basso solidissimo ed impeccabile ed il nuovo membro Mathew Madiro, una batteria martellante e tutt’altro che titubante, tenendo conto che il giovane batterista, prima tecnico della batteria della band, sostituì dietro le pelli Nick Augusto ( ricordiamolo, a sua volta precedente tecnico della batteria del batterista fondatore Travis Smith!), imparando la scaletta in sole 24 ore durante il tour americano coi Volbeat.

Il repertorio del quartetto floridiano è quantomai generoso, andando a pescare brani da ogni album da Ascendancy in poi, ma stranamente misurato riguardo l’ ultima fatica “Vengeance Falls”, targata 2013, da cui i nostri propongono solamente il singolo “Strife”, andando invece ad esibire un nuovo brano ancora inedito (l’uscita del nuovo album è infatti prevista per Ottobre) intitolato “Blind Leading the Blind”, dalle tonalità più cariche rispetto alla titletrack, tipiche della band del periodo Shogun ad un primo ascolto, ma comunque più melodiche per quanto riguarda la linea vocale; come il buon Matt Heafy ci tiene a sottolineare, questi nuovi brani sono dedicati ed ispirati dal grande Ronnie James Dio, che la band conobbe in tour con gli Heaven & Hell.

Il pubblico è scatenato a dovere su ogni pezzo, ed anche noi non ci conteniamo prendendo parte ai vari poghi della serata, la fedele bandana mi ha salvato dal polverone, compresi altri che pur di non restare in disparte, si tolgono la maglia per legarla in volto all’altezza del naso, una crew di fuorilegge, perdiamo il fiato e la voce sulle note di pezzoni come le classiche “Pull Harder on the Strings of Your Martyr”, “Anthem” e “Like the Light to the Flies”, o ancora, le potenti “Throes of Perdition” e “Black”, lo stesso Matt dichiara che <<la “crowd” di stasera è la migliore mai avuta in Italia>> (sarà vero?); portano così lo show sulle note finali di “In Waves”, anticipato con clamore di pubblico, dall’intro a luci spente “Capsizing the Sea” per un finale col botto.

Lancio di plettri, scalette e bacchette di rito ed inchino conclusivo tra gli applausi nostri e della band stessa, che non mancheremo certo di venire a sentire quando torneranno per promuovere il nuovo album, visto lo standard di live mantenuto negli ultimi anni; coperti di polvere fin nelle orecchie e col sorriso in volto possiamo tornarcene a casa più che soddisfatti, questi Trivium sono ormai una garanzia, sperando stavolta riescano a tenersi il batterista….

Di seguito tutta la gallery e la scaletta del live!

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Scaletta:

Silence in the Snow

Down from the Sky

Becoming the Dragon

Strife

Like Light to the Flies

Built to Fall

Pull Harder on the Strings of Your Martyr

Into the Mouth of Hell We March

Throes of Perdition

Anthem (We Are the Fire)

Black

A Gunshot to the Head of Trepidation

Blind Leading the Blind

Dying in Your Arms

Encore:

(Capsizing the Sea)

In Waves