Traffic Festival 2014: Un’ora sola ti vorrei

Un'ora sola ti vorrei: Bianco – Daniele Celona – Nadàr Solo al Traffic Festival - Torino 26 luglio 2014Un’ora sola ti vorrei: Bianco – Daniele Celona – Nadàr Solo al Traffic Festival – Torino 26 luglio 2014

 

Live report di Eleonora Montesanti

Photo report di Fabio Marchiaro 

Lo scorso sabato, sul palco del Traffic, è successo qualcosa di rivoluzionario.

Un gruppo di musicisti locali, appartenenti allo scenario rock alternativo e indipendente – ma in realtà liberi da ogni tipo di definizione forzata – ha creato uno spettacolo grandioso, fatto di entusiasmo e contaminazione. Artisti un po’ più famosi come Bianco, Daniele Celona e Nadàr Solo non solo hanno suonato insieme alcuni dei loro pezzi più belli, bensì hanno accolto sul palco band e artisti che di fama ne hanno un po’ meno, perché sono ancora in fase di crescita, ma che se la meritano tutta.

La sensazione dall’inizio alla fine è stata quella di assistere ad un concerto genuino, dove la cosa più importante era divertirsi e godere suonando insieme a degli amici, ma con la consapevolezza di produrre qualcosa di straordinariamente significativo. Diciamocelo, fare il mestiere del musicista, oggi, in questo tipo di mondo, è difficile. Come se non bastasse è consueto che ognuno vada avanti per la propria strada, senza pensare agli altri che, bene o male, si trovano nelle stesse difficili condizioni. Ne scaturisce troppo spesso una vera e propria guerra tra poveri.

 

Torino, invece, dà scossoni. Non è necessario definire questi artisti come la nuova leva della musica indipendente torinese, perché, come ha detto Matteo De Simone (Nadàr Solo) sul palco: la nuova leva siamo tutti. Come a voler sottolineare che non si tratta di un gruppo esclusivo, ma di una famiglia aperta e accogliente, perché la condivisione, insieme alla determinazione, è l’arma più potente per gettare le basi per un cambiamento forte e necessario nell’ambiente musicale, per farsi spazio, per far capire al pubblico che esistono migliaia di realtà differenti da quelle che ci vengono propinate quotidianamente.

 

Entrando nel merito di quest’ora pazzesca, il concerto inizia da Splendidi, un pezzo al contempo delicato e pungente del cantautore Bianco, arricchito dalla partecipazione di Paolo Celoria al sax; il brano racconta proprio di quanto la vita del musicista possa essere frustrante e complicata, ma ciò che conta è non perdere mai la speranza di vivere, un giorno, in un mondo magico con Marco Carta benzinaio e in classifica Josh Homme. Da subito colpiscono le masse di suono che sono veri e propri schiaffi in faccia per chi, dalla piazza, si incanta ad ascoltare: l’energia è palpabile e coinvolgente. La canzone seguente è Non conto gli anni dei Nadàr solo, che, appunto, trascina tutti in un coro divertito e partecipe. E’ la volta di due inediti: il primo è Precarion di Daniele Celona, un grido arrabbiato che riguarda la precarietà di un’intera generazione che si ritrova a combattere per un futuro incerto; l’altro è Aeroplano, canzone che sarà contenuta nel nuovo disco di Bianco.

E’ il momento del duo Eugenio in Via di Gioia che tra sorrisi, emozioni ed energia intona All you can eat, una canzone gioiosa e frizzante che fa saltellare il pubblico del Traffic, compresi coloro che si sono ritrovati per caso in quel vortice d’energia. Davvero una bella scoperta. C’è un altro duo (che personalmente ho il piacere di conoscere già piuttosto bene) che infiamma Piazza San Carlo: si tratta di Anthony Laszlo. Durante la psichedelica Puoi il palco è una festa: tutti ballano e cantano. L’entusiasmo è contagioso.

Prima di accogliere l’ultimo ospite della serata, vale a dire il cantautore Johnny Fishborn, la Famiglia Celonadàrbianco ci delizia con La strada tra la terra e il sole (Bianco), Acqua (Daniele Celona) e Tra le piume (Nadàr Solo), eseguiti con una carica incredibile. Quando arrivano Johnny e la sua Summerdays sul palco tornano tutti gli artisti coinvolti nell’iniziativa e danno il via ad un momento da pelle d’oca. Vedere tante persone che credono enormemente in quello che stanno facendo, così tanto da esserne commossi, mi fa sentire fiera di essere lì a condividere le mie speranze e la mia fiducia insieme a loro.

Il concerto si conclude con Ninna Nanna di Daniele Celona – la ninna nanna più potente e viscerale che abbia mai sentito – con tanti inchini, tanti grazie e un’infinità di occhi brillanti.

 

Una performance come Un’ora sola ti vorrei su un palco importante come quello del Traffic è sì un punto di arrivo, ma è soprattutto un punto di partenza imprescindibile per dare uno scossone al presente, di modo da riconquistare, tutti uniti, la possibilità di costruirsi il futuro

 

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