The Vaccines: la recensione del Live di Milano 13/12/12

What did you expect from the Vaccines? Questa domanda se la saranno fatta in tanti giovedì sera ai Magazzini Generali a Milano mentre aspettavano i Vaccines per il loro ritorno in Italia con ben due date (Mercoledì 12 a Roncade, Giovedì 13 a Milano), dopo la performance veronese al Castello Scaligero dell’ A Perfect Day Festival, ma sicuramente le aspettative sono state più che rispettate. Aspettando la band inglese ci stupiscono con il loro sound i The Monkey Weather, presenti per le due date italiane dei The Vaccines (band che ha fatto da apertura anche ai live di questa estate dei Kasabian). Riscaldandoci con le loro canzoni mentre il locale iniziava a riempirsi e l’attesa diventava interminabile. Sullo sfondo la copertina dell’album “Come of Age” in negativo, le luci si spengono, i fari iniziano ad illuminare il palco…ed inizia la musica! No hope è la prima canzone e come si fa a non scaternarsi? Il delirio è nell’aria, tutti saltano senza sosta ed è impossibile fermarsi! Il ritmo non si ferma e ci caricano ancora di più con vecchi successi, Wrecking Bar, Tiger Blood, passando poi per una romantic song come A Lack of Understanding dell’ultimo album. E’ solo l’inizio della carica che questi quattro ragazzi riescono a trasmetterci senza darci respiro, come se fossimo noi stessi le note delle loro canzoni, un tuffo nel rock puro. Seguono Wetsuit, Teenage Icon, Under your Thumb e la folla è veramente calda quando arriva Post Break Up Sex. Justin ci regala qualche timido “Grazi”, anche se dalla carica delle canzoni non si direbbe, si percepisce la riservatezza del giovane cantante. Differente invece l’approccio di Freddie che con i suoi assoli di chitarra riusciva a scaldare ancora di più l’atmosfera. Il tempo vola, le canzoni passano e non c’è tempo per fermarsi a pensare. All in White, Blow it up, per giungere all’ultimo singolo I Always Knew che fa emozionare anche i cuori più duri. If You Wanna risveglia gli animi ancora una volta facendoci scatenare al massimo, ancora e ancora con Bad Mood, Wolfpack. Ora il tempo è scaduto davvero e la serata si conclude con Norgaard e ci lascia tutti ancora assetati di rock. Peccato per la mancanza in scaletta delle ottime bonus tracks, un’ora e 15 di musica senza filtri che non ci lascia che sperare in un loro ritorno a breve in Italia e di un meritato successo per questi quattro indie boys che ci hanno infuocato l’anima.

Giada Frisoni

Foto by @GiadyStar:

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