Il ritorno dei System of a Down a Milano – foto e report

palco_rhoMartedì 27 agosto all’Arena Concerti di Rho Fiera, Milano, si sono esibiti, a due anni di distanza dall’ultimo concerto, una delle band più famose dell’alternative metal, i System of a Down.

Come tutti gli ultimi grandi concerti di quest’estate (Green Day, Rammstein, tanto per fare due esempi) la giornata non è delle migliori, e dopo un pomeriggio nuvoloso (e a tratti piovoso) con l’avvicinarsi dell’ora x sul piazzale dell’arena concerti di Rho si scatena un violento temporale, e dato che non ci facciamo mancare nulla, è compresa anche la grandine. Come avviene di solito in questi casi, inizia ad aleggiare tra il pubblico la paura che il concerto venga annullato (come accaduto l’anno scorso durante il Rock in IdRho, tanto per fare un esempio) ma fortunatamente ciò non avviene.

lacunacoilSul palco salgono per primi i Lacuna Coil. La band milanese, attiva musicalmente da quasi ventanni, si comporta decisamente bene sul palco nonostante le avversità causate dal maltempo. Maltempo che non accenna a smettere, infatti la pioggia e la grandine accompagna tutta l’esibizione dei Lacuna Coil e in alcuni brani il disagio si fa sentire. Ma il pubblico li incoraggia con applausi ed urla, e loro in tutta risposta fanno vedere di che pasta sono fatti, scaldando la folla con brani come Our Truth, dove la cantante Cristina Scabbia si mette in mostra con un’ottima esibizione, proseguendo con Fragile, dove i fan più accaniti iniziano a saltare a tempo assiepandosi alle transenne. Si arriva anche ad un doveroso tributo ai Depeche Mode, con Enjoy The Silence, dove tutto il pubblico di Rho, nessuno escluso, canta il brano assieme alla band. I Lacuna Coil chiudono la loro esibizione con Trip The Darkness, lasciando spazio alla seconda band di supporto del concerto, gli americani Deftones.

deftonesCon l’inizio dell’esibizione dei Deftones, il tempo sembra in parte migliorare. Sono ormai passate le 20 e l’Arena di Rho sta cominciando a riempirsi; la band californiana attacca subito con Diamond Eyes e cerca subito di far scatenare il pubblico presente, anche se la risposta di questi ultimi è decisamente tiepida verso Chino Moreno e soci.Il pubblico infatti vorrebbe vedere subito i System of a Down (anche per paura di nuovi temporali), quindi le reazioni verso la band sul palco in questo momento non sono certo delle migliori. Il pubblico inizia a scaldarsi solo quando sul palco sale Shavo Odadjia, bassista dei SOAD, che improvvisa un siparietto con Chino Moreno. Le canzoni si suggeguono rapide fino alla fine, e dopo circa un’ora la band californiana lascia il palco agli headliner della serata, i System of a Down.

soad_1L’atmosfera a questo punto è davvero infuocata, e nei novanta minuti di esibizione di Serj Tankian e soci, assistiamo ad una folla in delirio. I System of a Down propongono quasi tutti i pezzi migliori della loro discografia, anche se in molti si sono lamentati per le assenze di brani importanti sulla scaletta. L’entusiasmo del pubblico non diminuisce nemmeno quando al chitarrista Daron Malakian si rompe lo strumento e si trova suo malgrado a dover suonare una air-guitar, annunciando al pubblico che “è la prima volta che faccio un assolo finto”. Nonostante il mancato bis, quella dei SOAD a Milano di quest’anno è stata davvero un’ottima esibizione, peccato però per l’organizzazione del concerto, che come sempre ha dato il peggio di sè. I bassi erano davvero troppo alti (come già accaduto con i Green Day a maggio, N.d.R.) e la voce del cantante era troppo bassa. Per una volta che l’ugola di Serj Tankian riesce a reggere per tutto il concerto! Inoltre sembrerebbe che l’idea di montare dei maxi schermi a lato del palco a Rho sia qualcosa di utopistico. Vabbè…

Vi lasciamo alle nostre foto, scattate per noi da Niska Tognon 😉

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