Suede e Stereophonics @ Postepay Rock in Roma – live report

2016-07-13 19.34.03Suede Stereophonics PostepayLo scorso 11 Luglio al Postepay Rock in Roma è andato in scena lo show degli Suede + Stereophonics

di Alessio Cacciatore

Vent’anni fa li avrebbero abbinati come nulla. Due cinture nere dell’ultimo rock britannico, quello che conta o meglio contava, si sono avvicendati sullo stesso palco dove il nuovo ha preceduto il vecchio. I Suede sono quelli che, merito della loro inconsapevole lungimiranza, hanno inaugurato un decennio. I Stereophonics, loro malgrado, lo hanno chiuso. Avrebbero meritato di cullarsi un po’ di più in quei dorati anni novanta. Ad ogni modo se la sono cavata alla grande anche dopo quando c’era meno da prendere.

2016-07-13 19.36.10Suede Stereophonics PostepayLa parte allettante, quella che per molti ha fatto la differenza, è stata senz’altro l’opportunità di assistere a due concerti al prezzo di uno. Ciò che ha lasciato un po’ di amaro in bocca è stata invece l’affluenza limitata di non oltre duemila persone assolutamente paradossale. Perché le due band hanno dato davvero l’anima.

Kelly Jones e la sua voce non invecchiano. Non so se succederà mai. Undici anni dall’ultima volta che mi sono mosso per lui ma sembrava trascorso un mese appena. Nel frattempo la band ha cambiato ancora batterista. Hanno assunto un giovanotto, un gran picchiatore di tamburi che un po’ ricorda Stuart Cable, la valvola di sfogo della band che ne ha segnato l’epoca d’oro. La chitarra solista di Adam Zincani completa il valore aggiunto dei quattro che ad ogni modo non andrebbero da nessuna parte senza le grandiosi doti compositive del loro leader. Sono carichi. L’impegno nel coinvolgere i presenti è stato apprezzabile e da parte di Kelly Jones ciò non è assolutamente scontato. Tra vecchi e nuovi brani smistati a dovere un’ora e un quarto è passata in fretta. Ci sono quasi tutti i pezzi che contano: da Just Looking a Have a Nice Day, da Mr. Writer a Maybe Tommorrow tra le classiche alla portata di tutti. Presenti anche diversi singoli estratti dai lavori di studio del decennio in corso quali Graffiti on The Train e I Wanna Get Lost With You. Assente la splendida Song for the Summer mentre a fine concerto è arrivata Dakota. Da quell’istante la scenografia alle spalle dei Phonics ha offerto ai presenti un gigantesco quanto pacchiano schermo coloratissimo con su l’intero testo del pezzo stilizzato ma pur sempre in chiave karaoke.

I Stereophonics sono stati scelti come apertura dei Suede poco tempo prima dell’inizio del Rock in Roma. Dato che entrambi erano già in tour in Italia, probabilmente ai primi faceva comodo una data aggiuntiva a quella monzese dell’I-Days del 9 luglio. Oppure ai secondi serviva man forte per attirare un pubblico maggiore che da soli probabilmente non avrebbero raccolto. Fatto sta che lo show dei Suede è stato comunque al di sopra di ogni aspettativa.

Chi a rigor di logica si aspettava la presentazione dell’ultimo lavoro di studio “Night Toughts” ha avuto la peggio. A giovarne sono stati coloro che li seguono dal loro esordio datato 1993 poiché la scaletta è una raccolta di singoli pressappoco identità a quella pubblicata su disco nel 2003.

Dopo la non soddisfacente esibizione della sera precedente al festival lombardo per problemi tecnici, i Suede hanno agguantato il pubblico fin dall’intro (Introducing the Band). Poi una hit dopo l’altra senza che Brett Anderson possa riprendere fiato. Ma è in gran forma e non smette di saltare, dimenarsi, roteare il microfono usandone il filo come un lazo. Si siede solo alcuni istanti per salutare il pubblico ed eseguire She’s in Fashion in una specialissima versione acustica. Il resto del repertorio che conta è presente: Animal Nitrate, Filmstar, Beautiful Ones, We Are the Pigs, So Young e Trash per citarne alcuni.

2016-07-13 19.36.02Suede Stereophonics PostepayIl fuori programma arriva circa a metà del set quando il Anderson scende dal palco, aggira transenne e addetti alla sicurezza e attraversa per intero le prime file in mezzo ai fan deliranti. La security impreca a testa bassa e, più che preoccuparsi del cantante, cerca di non far strangolare i suoi fans causa cavo microfono teso ad altezza uomo.