Siren Festival – Il racconto delle ultime due giornate con Trentemoller, Ghostpoet e tanti altri

Un festival come il Siren si può seguire in due modi: o scegliendo di correre da un palco all’altro, ascoltando un po’ di ogni esibizione, oppure soffermandosi su quello che attira maggiormente il proprio interesse, sacrificando qualcosa. Abbiamo cercato di seguire le due serate più ricche della manifestazione, seguendo due approcci diversi per ognuna. Mentre nella prima abbiamo corso come se non ci fosse un domani per non perderci nulla, in quella di ieri abbiamo voluto selezionare le esibizioni che più attiravano la nostra attenzione.

Ero curiosa di sentire i Gomma, una nuova realtà di cui si parla molto in giro. La band si esibiva su quello che già ieri abbiamo definito come il palco fortunato, il free stage di Porta S.Pietro. Mi hanno colpito molto per il sound e un po’ meno per il modo di stare sul palco, un po’ troppo innaturale e supponente, che non mi ha dato l’impressione di creare una vera e propria empatia col pubblico, ma dal quale anzi sembra vogliano prendere le distanze.

Subito dopo mi sposto al Cortile per ascoltare i fenomeni trap del momento, Carl Brave x Franco126, che hanno raccolto una prima fila di ragazzine urlanti e totalmente impazzite per il duo, segno evidente del grande successo della formazione. Il pubblico li ha accompagnati per tutta l’esibizione, aumentando di numero di brano in brano. I due convincono, danno l’impressione di sapere perfettamente ciò che stanno facendo e come arrivare al pubblico. I loro brani raccontano alla perfezione gli amori sbilenchi e le disavventure dei giovani moderni e lo fanno col loro linguaggio. Una bella consacrazione per il duo, che ha alle spalle ancora pochi chilometri, ma che certamente farà parlare ancora a lungo di sé.

Nel frattempo a Porta San Pietro si esibiva Populous, scegliendo la penombra come sua compagna e creando un’atmosfera suggestiva e molto apprezzata. Anche lui in stato di grazia per questa edizione del Siren.

Non possiamo dire lo stesso dell’esibizione di Ghostpoet, il cui set avrebbe meritato dei suoni migliori. Era quasi impossibile restare nelle prime file, per i bassi un po’ troppo assordanti.

Nel frattempo a Porta S. Pietro, Gazzelle, altra rivelazione dell’anno, ci dava dentro a tal punto da essere necessaria la security per proteggerlo dall’abbraccio del pubblico. Che bello vedere tanta attenzione nei confronti della musica italiana, nonostante contemporaneamente si stiano esibendo mostri sacri della scena internazionale.

Giusto un salto dagli Arab Strap, altra esibizione eccezionale della serata…

per poi correre da quel geniaccio di Trentemøller, che ci ha tenuti incollati sottopalco per assistere alle meraviglie del suo set, in cui abbiamo ascoltato di tutto. Dall’ambient si è passati a ritmi house, per poi immergerci in derivazioni psichedeliche e post-rock, salvo poi tornare a ballare come dei matti. Dei musicisti eccezionali lo hanno accompagnato, con una voce femminile dal timbro così stridente con l’elettronica, che sarebbe perfetto per una band gothic metal, ma la cui dissonanza col resto ha dato al live un carattere unico ed eccezionale. Bravissimi!

Si passa all’ultima delle giornate, quella della domenica, nota per il suo live in chiesa, che ormai è una tradizione del festival. Purtroppo per un ritardo aereo l’esibizione di Jens Lekman è stata posticipata al pomeriggio. Scegliere tra la chiesa di San Giuseppe e la spiaggia del Siren Beach è stato arduo, ma alla fine la voglia di mare ha prevalso e la scelta è ricaduta sull’Istituto Italiano di Cumbia, vero mix di talenti che vede come direttore l’illustre Davide Toffolo, El Tofo per l’occasione, dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Non ci poteva essere conclusione migliore, in spiaggia, con la gente che ballava in costume sui ritmi della cumbia, travolti da melodie calde e latine.

Neanche il tempo di veder calare il sipario, che si comincia a fare il conto alla rovescia per la prossima edizione di un festival così speciale, con un’atmosfera unica, che andrebbe vissuto almeno una volta nella vita. Il Siren è uno di quei festival che non ti scordi più per le belle vibrazioni che emana. Non vi nascondo un po’ di invidia nei confronti delle nuove generazioni, che possono permettersi di godersi la musica live come mai prima dell’avvento dei social, con un contatto diretto con gli artisti e un pienone di concerti e festival disseminati ovunque, mentre noi, un decennio fa, ci divertivamo nelle discoteche.

Siren è: musica, corse, vecchietti che ti chiedono se vuoi sederti a riposare, giovani che si godono la vita, bambini che si avvicinano alla musica per la prima volta, rivedere vecchi amici e conoscerne nuovi, scoprire che dietro ad ogni artista c’è una persona che sta realizzando il suo sogno, ritrovarsi in piscina con la band di Trentemoller, mangiare gli arrosticini. Grazie Siren, Grazie Vasto.

La porta della mia stanza dell’Hotel Excelsior Vasto si chiude per quest’estate, sempre con quella nostalgia dei saluti. Adesso è il momento di immergersi negli arrosticini di Vasto e nei tantissimi ricordi di questa bellissima vacanza musicale, che è volata via come un lampo. Come sarebbe bella vita se la sera ci trovassimo sempre tutti al Siren!

Report a cura di Egle Taccia foto di Giulio Contigiani

Qui altre foto, e tutte le facce del Siren 🙂 

Facce da Siren Festival 2017

Lucy Rose

Mare Verticale