Siren Festival 2016: il racconto del Day 1

Come da tradizione, anche quest’anno la sottoscritta io, Egle Taccia, vi racconterò il Siren Festival per come veramente viene vissuto da chi sceglie di abbandonare la propria vita e immergersi in questa avventura, tra luoghi da visitare e concerti da seguire.

Il mio racconto quindi non si soffermerà solo sul Festival, ma vi porterà con me a scoprire i luoghi che ospitano la manifestazione.

Non vi nascondo di aver provato una certa gioia nel momento in cui ieri sono arrivata a Vasto per la prima giornata del Siren. Questa cittadina abruzzese, questo festival, hanno davvero qualcosa di magico. Sicuramente avrete sentito dire che andare a un Festival non è come assistere a un concerto, ma è un’esperienza di vita, che arricchisce, trasforma. Il Siren è certamente un’esperienza di vita rilassante; una volta arrivati qui il tempo sembra fermarsi e tutte le preoccupazioni quotidiane sparire. E’ una vera e propria vacanza in musica.

Inizio la giornata nelle fantastiche spiagge di Vasto, per poi dirigermi nel favoloso Hotel Excelsior, nostro partner durante la manifestazione, dove comincio a fare i miei programmi per la serata d’apertura del Festival. Arrivo in città e vengo subito accolta dal calore e dalla gentilezza degli organizzatori che, nonostante il livello di tensione altissimo che un festival inevitabilmente porta con sé e le mille cose da fare, riescono a mantenere una cordialità e una gentilezza uniche. E’ una macchina perfetta quella del Siren!

Si parte! Ai Giardini D’Avalos si tiene l’aperitivo di benvenuto, occasione perfetta per gustare le migliori specialità abruzzesi. Giusto il tempo di guardare il panorama mozzafiato e si comincia ufficialmente con la proiezione di “Aladdin”, film diretto e interpretato dall’artista simbolo della scena anti-folk newyorkese, Adam Green, una sorta di cartoon psichedelico, un viaggio nel mondo delle droghe e del decadimento contemporaneo. Il lungometraggio ci trasporta in un mondo dove il nonsense è avvolto in una cornice pop, in una sorta di apoteosi delle droghe moderne, dove gli interpreti subiscono un distacco tra realtà virtuale e vita reale, al cui interno però possiamo riscontrare dei passaggi interessanti, come ad esempio quando sottolinea che gli artisti siano sempre alla ricerca del motivo per cui piacciono alla gente.

Il cast del film è stellare. Vi elenco alcuni dei nomi dei protagonisti: Natasha Lyonne, Macaulay Culkin, Alia Shawkat, Francesco Clemente, Har Mar Superstar, Devendra Banhart, Bip Ling, Jack Dishel, Zoe Kravitz!

Credo davvero di non aver mai visto niente di così inspiegabilmente privo di senso, a tal punto da risultare divertente, davvero uno spasso. La storia di Aladino, che tutti conosciamo, è parte solo dello scheletro della trama, perchè la storia percorre una strada tutta sua e ricca di colpi di scena.

Subito dopo la proiezione, Giulia Blasi ha intervistato Adam Green, in modo da aiutarci a capire cosa si nasconde dietro la trama del film, permettendoci di avere una visione del lungometraggio completamente diversa da quella che c’eravamo fatti durante la proiezione.

Questa versione psichedelica di Aladino, infatti, rappresenta la difficoltà di trovare l’amore in mezzo a tutta questa tecnologia, che ci sta strappando via l’anima dal corpo. Trovare un essere umano reale, capace di comprenderci e darci i giusti consigli, ci dà conforto. Il personaggio della Principessa, ad esempio,  è una forte critica ai reality, alla fine della privacy, in una sorta di parodia del personaggio di Kim Kardashian.

Adam Green ha personalmente disegnato e costruito i set. Il film è stato interamente girato a Brooklyn, tranne le scene in montagna per cui si sono spostati in Svizzera. Ha preso il “Dogma 95” e ha fatto l’esatto opposto di quanto espresso nel manifesto, ovvero niente di reale, tutto assolutamente fuori dai canoni cinematografici a cui siamo abituati.

Subito dopo è giunto il momento del primo live del Siren, con un Lee Ranaldo, cofondatore dei Sonic Youth, in forma smagliante.

#LeeRanaldo live al @sirenfestival #vasto

Un video pubblicato da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:


Ci ha proposto un live acustico dei maggiori successi della sua carriera solista, accompagnato da una serie di chitarre rombanti, suonate con una maestria eccezionale, catalizzatrici della scena per quasi due ore di spettacolo. Un live caldo e piacevole da ascoltare, che ha tenuto tutti col fiato sospeso e gli occhi incollati su Ranaldo. Suoni di chitarre acustiche, che sono stati spesso modificati con effetti, distorsioni acide, oppure trasformati grazie all’aiuto di un archetto. Si è dichiarato entusiasta di aver trascorso due settimane in Italia insieme alla sua famiglia, e felicissimo di aver partecipato al Siren.

Se queste sono le premesse, credo proprio che nelle prossime giornate ne vedremo delle belle.

Diario a cura di Egle Taccia