Siren Festival 2016: il racconto del Day 4

Inizia l’ultima giornata di Siren Festival con il concerto di Josh T. Pearson, nella cattedrale di Vasto, fissato alle 12.30.

Ho giusto il tempo di salutare la mia casa per il festival, l’Hotel Excelsior di Vasto, prima di arrivare in città, trovandola già piena, segno che le poche ore di sonno non hanno influito sull’attesa per il live di Josh T. Pearson.

#JoshTPearson @sirenfestival #sirenfestival2016

Una foto pubblicata da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:

Il tempo di allestire la chiesa dopo la messa e si parte con un concerto dalle mille sorprese.

Josh T. Pearson ha un modo struggente di suonare la chitarra, i suoi brani sembrano un grido di dolore, una ricerca di qualcosa che sfugge.

Il pubblico è rimasto incantato per un po’, in silenzio, senza fiato per circa tre brani. Piano piano ha cominciato a farsi largo un brusio di commenti su quanto fosse eccezionale ciò che stava accadendo in quella chiesa, su quanto fosse coinvolgente la sua esibizione. Di brano in brano l’artista ha ricevuto un applauso sempre più forte e lo stupore sul volto di Pearson era evidente.

E’ stato un live intenso, stemperato dalla sua simpatia e dalle sue frequenti interazioni col pubblico. Si è rivolto ad una ragazza, parlando in italiano, dicendole: “Ciao, piacere, sei sposata?”, facendoci così scoppiare in una risata.

Durante una pausa del live si è raggiunto un momento di altissima commozione. L’artista si è girato verso l’altare, dandoci le spalle, ed è rimasto qualche secondo ad osservarlo, poco dopo si è girato vero di noi visibilmente commosso, provando a dirci qualcosa, ma le parole gli si sono spezzate in un commosso grazie. Tutti ci siamo emozionati insieme a lui!

Sicuramente per stemperare questo momento, poco dopo, si è messo a scherzare e ha cominciato a fare dei discorsi irripetibili e non proprio da chiesa, che ci hanno fatto sorridere.

Tanti fedeli stamattina a Vasto @sirenfestival #sirenfestival2016

Una foto pubblicata da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:

Pearson si dimostra un talento eccezionale, con una capacità unica di coinvolgere il pubblico, facendolo passare dall’estrema commozione al più spassoso divertimento. E’ stato capace di toccare le corde più profonde del nostro cuore e regalarci un finale di festival meraviglioso.

E’ stato un live struggente, uno dei più intensi della manifestazione, davvero un peccato per chi non era presente.

Ovviamente quel crescendo di applausi che abbiamo vissuto brano dopo brano è esploso sul finale con una standing ovation meritatissima, che ha fatto nuovamente venire gli occhi lucidi all’artista texano, la cui storia sembra una fiaba moderna. Ha infatti esordito con la band Lift to Experience, band che riprendeva canti cattolici e li portava in un pianeta più rock e noise, ma successivamente, disgustato dal modo in cui la sua fede fosse stata mercificata dal business musicale, è letteralmente sparito dalla circolazione per poi ricomparire con un nuovo progetto solista. Sembra che in questo percorso la sua fede sia venuta meno, perciò è stato veramente eccezionale vederlo esibirsi in una chiesa.

Vasto nel pomeriggio si trasforma, i palchi vengono smontati ed io vengo avvolta da una malinconia incredibile, ma la cittadina abruzzese ha ancora una bella sorpresa per me: il live dei Jester at Work, in un piccolo locale di Vasto, lo Sbassetto, dove durante la loro dolcissima e acustica esibizione è arrivato a sorpresa nientemeno che Josh T. Pearson, che si è seduto accanto a noi e ha ascoltato tutto il live, per poi regalarci un brano in conclusione di serata. Che dire, pelle d’oca!

La mia avventura a Vasto si conclude con una bella cena abruzzese e tanta, tanta gioia per la bellezza a cui ho assistito in questi giorni.

Report a cura di Egle Taccia