Siren Festival 2016: Il racconto del Day 3

La terza giornata del Siren Festival comincia a bordo della splendida piscina dell’Hotel Excelsior di Vasto, per poi proseguire nelle limpide spiagge d’Abruzzo.Il pomeriggio vede incombere una minaccia sul Festival; brutti nuvoloni promettono pioggia e c’è un po’ di preoccupazione in giro. Fortunatamente il meteo si sistema e, con un’ora di ritardo sul programma iniziale, si apre il sipario della terza serata.

Una corsa contro il tempo ci vede presenti a molti dei live in programma.

Il primo a cui assisto è quello di Joan Thiele, artista dotata di una voce caldissima e affascinante. Dico sempre che i festival sono sia l’occasione per vedere il propri idoli, ma anche per fare nuove scoperte musicali. Per me sicuramente una delle più belle scoperte di questa edizione del Siren è lei! Ci ha tenuti incollati ai Giardini D’Avalos per tutta la sua esibizione, mentre osservavamo con curiosità che tra gli strumenti del suo percussionista campeggiava una bella caffettiera.

Poco dopo è il momento di spostarsi al Cortile D’Avalos per lo spettacolo, è il caso di dirlo forte, dei Thurston Moore Group, progetto dell’ex leader dei Sonic Youth, che ha presentato il suo ultimo album solista, “Best Day”, con un successo di pubblico eccezionale.

siren

Poco dopo arrivo giusto in tempo al Tuborg Stage di Porta San Pietro dove riesco a sentire gli ultimi due pezzi degli His Clancyness, progetto formato da Jonathan Clancy, Jacopo Borazzo, Giulia Mazza e Nico Pasquini. Una band davvero convincente e coinvolgente, che si è fatta conoscere in giro per il mondo con oltre 1600 concerti tra Europa e Stati Uniti. Peccato davvero non essere riuscita ad ascoltare di più.

His Clancyness

Si deve correre in Piazza del Popolo, dove è attesa l’esibizione de The Notwist, che suoneranno “Neon Golden”, loro grandissimo successo del 2002. Appena saliti sul palco si dichiarano felici di essere qui a suonare uno dei loro album, augurandoci buon divertimento e promettendoci una versione un po’ diversa dei brani. Il live dei Notwist è stato un meraviglioso viaggio, ci hanno portati ovunque, dandoci una vera e propria lezione di storia della musica, che ha attraversato ogni genere mai concepito. Sono partiti con un inizio rilassato per i nostalgici di un certo rock, inizio che è stato un po’ come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, un momento da assaporare ad occhi chiusi. Poi tutto è cambiato, il batterista ha cominciato a martellare con una precisione incredibile, salvo poi essere sovrastato da un’elettronica di altissimo livello, che ha preso il sopravvento riportandoci ad una realtà moderna e tecnologica. Spesso li abbiamo visti disporsi in cerchio, come se stessero celebrando un rito tribale. Subito dopo è stato tutto un mescolarsi di riff, glitch, beat e distorsioni. Hanno portato con loro una strumentazione elettronica di altissimo livello, che ha permesso ai suoni di trasformarsi pezzo dopo pezzo. Abbiamo ascoltato di tutto: elettronica, rock, accenni funk, industrial. Alla fine l’inaspettato! Hanno modernizzato e accelerato così tanto i suoni da trasformare la piazza in una discoteca. Eccezionali!

 

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Un video pubblicato da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:

Non ho neanche il tempo di riprendere fiato dal live de The Notwist che devo scappare a Porta San Pietro da Francesco Motta, per assistere ad una delle esibizioni più attese, soprattutto da giovanissimi e stampa. È stato un successo! Lui era visibilmente entusiasta, ammiccava alla band e sembrava quasi incredulo del successo che stava riscuotendo tra il pubblico.

 

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Una foto pubblicata da LaMusicaRock.com (@lamusicarock_) in data:

Si corre di nuovo in Piazza del Popolo per il live de I Cani, l’età media si abbassa improvvisamente e vedo un centinaio di ragazzine completamente impazzite per la band romana. Il live si apre con “Questo nostro grande amore”  per proseguire con “Protobodhisattva”. Durante la serata hanno eseguito tutti i loro più grandi successi, compresa la fantastica “Wes Anderson”, che ha visto impazzire il pubblico sulle prime note, per continuare con quella canzone che porta male a quelli che stanno insieme, “Le coppie”, e ancora con “Come Vera Nabokov”. Hanno eseguito persino un piccolo accenno di “Logico” di Cesare Cremonini sul finale di un brano, verso la fine del concerto. Purtroppo il loro live è stato vittima di qualche piccolo problema audio, che a volte ha visto gli strumenti sovrastare completamente la voce di Contessa. Nonostante questo problema tecnico, è stato eccezionale il sound elettronico della band!

i cani

Anche per oggi si torna in hotel esausti ma felici e sempre più convinti che il Siren sia ormai una bella certezza nelle nostre estati musicali.

Diario a cura di Egle Taccia