Shiver: e i loro sogni e racconti indie-folk – live report e foto

Shiver (7)Prendete una serata qualunque di un 17 giugno decisamente troppo freddo e perturbato, ma ammettiamolo, meno perturbato rispetto alle scorse serate. Prendete la voglia, comunque, di fingere che l’estate stia arrivando.

Report e foto di La Vivi

Prendete la macchina, e andate verso un oratorio, più precisamente quello di Oggiono (LC) in  piazzetta Suor Onorina 5 alle ore 22 circa e rimaneteci fino a fine concerto, scaldatevi con una birretta o un cafferino o danzando semplicemente e il gioco è fatto.

Sì, perché sul palco in questo 17 giugno, quasi ottombrino, c’erano gli Shiver.  5 ragazzi del Lecchese, che si raccontano e ci raccontano un po’ di vita con le sue domande e i suoi perchè, un po’ di sogni in chiave Indie-Folk.

Il loro progetto nasce nel Marzo 2013 contraddistinguendosi subito nella scena del panorama musicale lombardo.

Voglio fare una premessa, cercando di essere breve e raccontarvi che cosa hanno combinato questi ragazzi e dove sono arrivati fino ad ora.

Dopo numerosissimi live che li hanno visti protagonisti in festival  in brianza, nel lecchese e nel comasco, in  locali come Tambourine, Il Circolo, UnaEtrentacinque, Spazio Musica, Teatro Vela, oltre a partecipazioni in radio tra cui MusicOnTheRadio su radio Milan-Inter, in un solo anno , nel Gennaio del 2014 firmano il loro primo contratto discografico con un’ etichetta indipendente di Pavia: Rise Up.

Nel marzo del 2014, un anno dopo circa, uscirà il loro primo EP intitolato “La Rotta” e nel novembre dello stesso anno vengono scelti per partecipare al festival, tour itinerante “Terra & Acqua”, promosso dalla Regione Lombardia, organizzato dal cantautore laghèè Davide Van de Sfroos, testimonial e direttore artistico della manifestazione.

Nell’ agosto 2015,  nuovamente co-protagonisti del progetto “Terra & Acqua”, li ritroviamo sul palco del padiglione Lombardia di EXPO 2015.

Sarà per il loro essere diretti e genuini, sfrontati ma pacati che oltre ad averli scelti per questa manifestazione, Van De Sfroos decide di intraprendere con loro un’ altra avventura: ha inizio così nel febbraio 2016 il Folk Cooperatour : “arriva un momento nella vita in cui bisogna avere il coraggio di confrontarsi con qualcuno che forse ha percorso meno strade ma che possiede l’energia e la freschezza per rispiegarti chi sei stato e chi potrai ancora essere. Con mio grande  piacere gli Shiver hanno accettato di accompagnarmi in questo Cooperatour, sarà come una gita all’insegna del folk”, queste le parole del celebre cantautore Lombardo.

Gli Shiver sono in 5 e sono  Lorenzo Bonfanti: chitarra, percussioni, voce. Stefano Bigoni: piano, lap-steel, tromba, voce. Andrea Verga: banjo, mandolino, chitarra, voce.Stefano Fumagalli: contrabbasso. Luca Redaelli: violino.

E venerdì gli Shiver hanno suonato per circa due ore, proponendo pezzi del loro primo Ep, come “La Rotta” in apertura al live e “Libertà” nei titoli di coda, brani ricchi di significato che già preannunciavano ciò che sarebbe accaduto nel loro album d’esordio “L’ Equilibrista”, uscito il 29 Febbraio 2016. Così a seguire una cascata di emozioni e riflessioni perché brani come  “Parlo agli idioti” e “Sfigato e Contento” racchiudono in loro ognuno di noi, più o meno giovani, un po’ allo sbaraglio a volte carichi e a volte no, che sia poi carichi d’ ansia o energie positive questo è da vedere, e direttamente proporzionale al tempo o a come ci si sveglia al mattino o alla musica chissà …

Brani come “Metafora del tempo”, dove il tempo ci sfugge, “Discorso tra me e dio”, la necessità di credere in qualcosa ed “Errore” , dove il tema del tempo, e del “ ciò che avrei potuto o non potuto fare” si ripresentano, ma non senza un finale colmo di speranza. Un inno alla libertà, che quasi si potrebbe collegare al Libero Arbitrio. Tra gli ultimi brani presentati non poteva mancare “L’Equilibrista” che oltre a dare il titolo all’ intero album ne denota il filo conduttore. E’ un album che parla dei giovani ,e dei meno giovani e di chiunque stia in equilibrio fra speranze e sogni, delusioni e vittorie.

Il live non ha fatto mancare nulla, oltre ad inediti e vecchi brani gli Shiver si sono cimentati anche in cover e remake partendo da brani di stampo bluegrass come “The boy who wouldn’t hoe corn”   dei The Broken Circle Breakdown ed  “Appalachian Mountain Girl” del celebre cantautore del genere country e bluegrass Alan Jackson fino, fino ad arrivare poi ad un genere completamente diverso, stravolgendo e rinnovando “Toxicity” dei System of a Down.

Il loro è un genere certamente conosciuto,  il Folk, musica popolare che rimane, che ti entra in testa che diventa inno di una o più generazioni; un folk sporcato di bluegrass, country ed altre influenze derivate dalla musica popolare, non solo quella italiana ma anche irlandese, inglese e un po’ scozzese. Un folk che sposa melodie indie, e che si contraddistingue nella scelta dei testi tutti rigorosamente in italiano.

E’ straordinario come questi ragazzi siano riusciti in poco tempo, sebbene relativo, a raggiungere un ‘omogeneità ed una formidabile peculiarità nei loro pezzi, rendendoli unici e di grande impatto per il pubblico.

Ed è altrettanto sorprendente la loro capacità di riarragiare e scorporare quasi totalmente brani non loro, ma che quasi lo diventano.

A questo punto Vi lascio con alcune foto del live.

ph La Vivi

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