Royal Blood live a Milano il 29 Marzo – live report

Royal BloodI Royal Blood live a Milano lo scorso 29 Marzo 2015 con il loro album omonimo

Il Royal Blood sono un duo basso batteria, questo può già dirci tanto. Il loro omonimo album di debutto, uscito in Italia lo scorso 23 settembre, dura circa 30 minuti, ed è in completo stile rock’n’roll ricco di ritmi pulsanti. Siamo stati al loro live, ecco come è stato.

Live report di Mario Carina

Inutile stare a scrivere della “rava e la fava” sulle belle parole espresse dai Muse e la scena rock internazionale riguardo ai Royal Blood e che ormai tutti conoscono, piuttosto bisogna dire quanto sia stata lunga l’attesa per poterli vedere finalmente in concerto da noi in Italia.

Dopo che è stato cancellato all’ultimo, per problemi di salute, il concerto di novembre in un improbabile e minuscolo Tunnel a Milano, eccoci pronti per vederli in azione in un gremito e sold out, Alcatraz.
Il pubblico è molto eterogeneo, quello delle grandi occasioni, da festival. Dal papà che accompagna la figlia adolescente al metallaro ed il rocker attempato. Il sound dei Royal Blood è in grado di attirare e confluire differenti tipi di generi musicali e fans.

Ad aprire la serata ci sono i Bad Breeding, quartetto che arriva dal Hertfordshire a nord di Londra.I quattro giovani metabolizzano la loro rabbia in uno street punk grezzo e al vetriolo. Canzoni di denuncia, sbraitate a squrciagola, con quel’accento tipicamente inglese, da un cantante che da l’impressione di essere visibilmente e totalmente sbronzo. Un set di mezz’ora scarno e diretto. Il pubblico apprezza in parte. D’altronde è difficile accontentare tutti, specialmente se sei una band totalmente sconosciuta alla maggior parte dei presenti.

Però i presupposti ci sono per sentir parlare ancora di loro.

Dopo un interminabile cambio palco, verso le 21.40 salgono sullo stage gli attesissimi Royal Blood accompagnati da una base hip hop.
La scenografia è minimale. Tendone con gigantografia della copertina dell’album, la batteria soppalcata sulla destra del palco e un muro di amplificatori per basso e chitarra centrale. Il muro di suono è devastante. Dalla prima battuta l’alcatraz esplode.

Avendo all’attivo un solo album, il pubblico sa esattamente cosa aspettarsi. Le canzoni si susseguono una via l’altra. La resa è esattamente come su disco.Pulizia del suono assoluta. Anche i feedback sembrano studiati ad arte.Mike Kerr sfoggia un set di “bassarre” invidiabile e svela un pò il trucco&parrucco di come riesce a produrre il suo suono.
E così si susseguono: “Hole”, “Come on over”, “You can be so cruel”, “Figure it out”, “Better Stranger”, “Little Monster”, “Blood Hands”, “One tricky pony”, “Careless”.
Mi rendo conto che, riascoltate in ordine sparso rispetto a come sono su disco, tutte le canzoni possono diventare potenziali singoli da rock chart.
Poche chiacchiere sul palco, si da spazio al rock e all’energia che ne sprigiona. Kerr si scusa con il pubblico per aver fatto saltare la data di novembre, promettendo di ritornare presto sul suolo italico. La serata giunge al culmine con “Ten Tonne Skeleton” per poi gloriosamente concludersi con “Out of the black” con tanto di bandiera italiana avvolta a mo di mantello, il tutto per un’oretta di concerto.
Non concedono bis, e non suonano nessuna delle cover proposte su BBC1 Live Lounge, come forse qualcuno di noi si sarebbe aspettato.

Questa la scaletta del live dei Royal Blood all’Alcatraz di Milano

Hole
Come On Over
You Can Be So Cruel
Figure It Out
Better Strangers
Little Monster
Blood Hands
One Trick Pony
Careless
Ten Tonne Skeleton
Loose Change
Out of the Black

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