Patti Smith e i 40 anni di Horses: il live di Verona – scaletta e live report

patti smith1975 – 2015: sono questi i primi 40 anni di HORSES di Patti Smith. Ieri eravamo al Teatro Romano di Verona e quello che segue è il racconto di una serata memorabile!

di Giada Frisoni

Le nuvole grigie lentamente lasciano spazio al cielo del tramonto sopra Verona, il Teatro Romano è sold out.

La magia del luogo e l’attesa della sacerdotessa del rock creano un clima irreale, un mix tra l’emozione di un momento storico irripetibile e la sensazione di sentirsi “a casa” ad una rimpatriata con gli amici.

Prima del concerto viene consegnato il primo riconoscimento italiano a Patti Smith da Elisabetta Fadini (direttore artistico del Rumors Festival – Illazioni Vocali del Teatro Romano) e l’assessore Anna Leso.

Il buio non è abbastanza per nascondere l’attesa negli occhi del pubblico, ma “Gloria” è già nell’aria e inizia lo spettacolo.

Essere lì in quel momento per me significa assistere ad una lezione di vita, poter ascoltare e percepire tutto l’amore che questa donna ha per la musica è travolgente.

Il 40° anniversario di “Horses” ci regala questa serata potendo così riascoltare live i brani di un album che ha fatto la storia della musica: “Redondo Beach”, “Birdland”,  per poi farci alzare tutti in piedi e battere le mani con “Land”.

L’omaggio all’album si conclude con “Elegie” dedicata a tutte le persone che ci hanno lasciato ma che portiamo nel cuore, citando tutti i suoi amici musicisti tra cui Johnny Nash, Jimi Hendrix, Lou Reed e il marito Fred “Sonic” Smith, un momento nostalgico pieno di spiritualità.

Ma non c’è tempo per rimanere fermi al passato e “Privilege” dall’album “Easter” ci riporta al presente, seguito da “Dancing Barefoot” e “Till Victory”.

Tra una canzone e l’altra “la donna del rock” cita il discorso di Papa Francesco sul prendersi cura della Terra, dell’amore che dobbiamo nutrire per lei e della cura che dobbiamo avere poiché è la nostra casa.

La band formata dal figlio Jackson Smith alla chitarra, Tony Shanahan al basso, Lenny Kaye e Dee Daugherty dalla formazione storica si scatenano con “Waiting for my man” dei Velvet Underground ma lei si sposta a lato del palco e scende tra il pubblico.

Tutti si alzano, si balla e i più fortunati nelle prime file la possono ammirare da vicino e dargli la mano.

Ritornata sul palco ci fa scatenare ancora con la bellissima “Because the night”, apre “People have the power” ricordandoci che noi possiamo cambiare le cose se vogliamo.

L’ultima canzone è la cover energica di “My Generation”: con la chitarra in mano, come un fuoco che consuma la legna, la fiamma Smith si unisce al suo strumento diventando una cosa sola che pervade ogni anima presente.

Canta, parla, grida di amore, passione, vita e se ascolti le sue parole non puoi fare a meno di credere che è davvero tutto ciò che conta nella frenesia moderna: una donna che è riuscita a farsi notare tra tanti uomini e che continua da anni a lasciare un segno indelebile nell’arte musicale.

La sensazione è ancora sulla pelle, ci ringrazia e saluta con le parole “Have a wonderful life, be healthy, no fear!” ma ancora non ci credo che ho assistito alla magia della sacerdotessa.  

Stasera si replica al Festival di Villa Arconati a Bollate.

Ecco la scaletta dei 40 anni di Horses:

Gloria

Redondo Beach

Birdland

Free Money

Kimberly

Break it up

Land

Elegie

Privilege (Set me free)

Dancind Barefoot

Till Victory

Waiting for my man ( Velvet Underground Cover)

Because the night

People have the power

My Generation

Intanto ripassiamo il rock della sacerdotessa con uno dei suoi brani più celebri: