Orlando Manfredi presenta “From Orlando to Santiago”@ 75 Beat – live report

orlando manfrediDopo le ottime recensioni del precedente progetto “Intimo Rock”, Orlando Manfredi presenta per la prima volta a Milano il suo nuovo Album “From Orlando to Santiago” che sta ricevendo altrettanti consensi dalla critica musicale. Stasera è al 75 Beat per farcelo ascoltare live.

di Joshin Galani

Il progetto è il resoconto del viaggio compiuto da Orlando (cantautore, drammaturgo, attore) lungo il Cammino di Santiago di Compostela, con poche cose, così come da tradizione per il pellegrino: nel suo caso una piccola chitarra, la propria voce ed un tablet per condividere quotidianamente i passi del cammino. Potete leggere l’intervista che gli abbiamo fatto qui.

Ad accompagnarlo i Duemanosinistra: Elvis D’Elia  batteria, cojon cori; Stefano Micari basso, mandolino, cori; Andrea “Pacia” Pagliardi tastiere samples; stessi musicisti che hanno registrato l’album. Orlando durante il live alterna chitarra acustica a quella elettrica.

E’ subito evidente l’affiatamento musicale. Si parte dalla fine, dal bilancio del percorso, inizia inaspettatamente Dracula, con quel suo ripetere e ricordare “Quanti chilometri hai fatto?” narrando di tappe, incontri e immagini, riassumendo il senso del viaggio.

Un passo all’album precedente Nel tuo nome per immergersi subito in un alta prova cantautoriale, la delicatissima poesia di Radice, pacificato senso di appartenenza comparato alle difese del vivere. Ad aprire Telefono casa Orlando fa un’introduzione alla scelta di percorrere il cammino: “per sconfiggerla crisi globale della musica, chiedersi dove vanno a finire le crisi? Ad esempio nel cammino di Santiago, che è cura, devozione, conchiglia, pianto …. Perché non scegliere di fare il cammino con gli strumenti del cantautore?”

 

“Si consiglia di lasciare pesi superflui a casa ma per questo percorso non puoi lasciare a casa te stesso”.

Ed ecco che parte Portami per mano in guerra seguita da Quasi oasi sottopelle

Nelle evidenze di un ottimo album emergono altre due perle che vengono suonate di seguito:  Fulgida Stella poesia visionaria di fotografie, simboli ed emozioni, all’ombra della via lattea, con mandolino chitarra e voce e Avenida che ci accarezza dalle prime note che Orlando commenta “In questa piccola impresa ti ritrovi nei rifugi dove si indovinano al buio i corpi, è bello scrivere una canzone come un alito leggero mentre loro dormono”

 

 

Si alternano canzoni dei due album, tra cui Signor io un grande classico a Torino

 

Orlando ci saluta dopo Il mondo a catinelle, musica che ci arriva come un vento leggero; ma pare che nessuno abbia molta voglia di farlo andar via, arrivano dal pubblico richieste, accolte con Le cose prime ,ed il bis di Radice.

 

Introduce Will Machine raccontandoci che nel suo viaggio ha dovuto ingegnarsi per portare uno strumento che ci stesse nello zaino, così ha optato per una chitarra bonsai, con la scritta “This machine will not kill anyone” (il racconto completo lo si può trovare nelle note interne dell’album) ed è di questo che parla la canzone, una bella impronta rnr dove la voce è modulata tra i falsetti e il basso.

 

Chiude Narciso, con atmosfere introspettive ed impreziosito da un finale musicale che suona proprio come un saluto di fine concerto.

 

Anche questa volta, il congedo non viene accolto, il pubblico sembra proprio non farlo scendere volentieri dal palco, e ci regala il bis di Avenida.

 

Ci ringrazia raccontandoci che in tempi passati a Torino, c’era l’abitudine di usare il termine “volentieri” in sostituzione del “grazie”. Innalzo anch’io un “volentieri” gigante ad Orlando e Duemanosinistra, che questa sera han suonato poesia con grandi cuori pulsanti.