Mudhoney @ Bloom 17 05 2015 – report e foto

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Mudhoney live al Bloom di Mezzago

Una delle band alle origini della scena rock di Seattle degli anni novanta torna ad infiammare gli appassionati italiani con la data-evento del Bloom. Vi raccontiamo com’è andata.

By Mario Orefice

Domenica 17 maggio. Una giornata di sole splendente ideale magari per una gita fuori porta al lago o per incolonnarsi verso le località di mare. Non per chi ha fatto del rock la sua passione però… non per chi a maggior ragione ha magari superato i trenta ed ha trascorso l’adolescenza con il walkman a palla sfidando la conformità e le regole e gridando la propria ribellione e inquietudine. Con molta probabilità nella musicassetta che girava in quel walkman c’era anche Touch Me I’m Sick dei Mudhoney, anno 1988. Per questo noi domenica invece di andare al lago siamo andati al Bloom in una delle date più attese della stagione perchè dopo 27 anni Mark Arm, Steve Turner e i loro Mudhoney sono ancora in giro per il mondo a gridare e a far gridare come pazzi.

La prima oretta trascorre tranquilla in compagnia della chitarra acustica e del folk americano tradizionale del talentuoso e simpaticissimo Barton Carroll, concittadino di Seattle. La quiete questa volta arriva prima della tempesta… perchè non appena i Mudhoney prendono il palco il locale si riempie in un baleno, il volume diventa assordante ed il ritmo incalzante. Si parte con Poisoned Water e si va veloci attraverso una storia fatta di nove album incluso Vanishing Point uscito solo due anni fa, sempre per la casa madre Sub-Pop. L’aria ed il caldo sono insopportabili ma la passione per questa band supera tutto, davanti e a centro sala si poga e si urla come matti. Una piccola pausa dopo la già citata Touch Me I’m Sick, e Mark rientra sul palco lodando le qualità del Vermentino… e via verso il gran finale, in chiusura Chardonnay e The Only Son of the Widow from Nain. Le urla di Mark e gli assoli fuzzosi ed acidi di Steve sono il ricordo più indelebile della serata, emozioni che difficilmente dimenticheremo. Mark saluta il pubblico, davvero straordinario e lascia il palco ripetendo una sola parola, “vermentino”. Immaginiamo abbia apprezzato particolarmente le tradizioni e la cultura della nostra terra. Noi magari tornando a casa andremo a riavvolgere quella cassetta e a premere play…

Le emozioni della serata nelle foto di Niska Tognon

Mudhoney

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Barton Carroll

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