MOJOTIC FESTIVAL 2017: Primal Scream – il live report

Report di Andrea Labanca

Andare a vedere un concerto dei Primal Scream nell’estate del 2017 ha molti significati e molti punti domanda, almeno sulla carta. Partiamo dalla considerazione che i Primal Scream hanno risollevato il PIL inglese molto più del neo-liberismo di Blair inventandosi quella magica alchimia di pop inglese, richiami agli Stones, musica trance e le nascenti aritmie da rave (nascenti all’epoca ovviamente)  aprendo di fatto la strada ai magici anni ‘90 della musica inglese (Kula Shaker, Underwordl, Pulp e non citiamo i più famosi).

Chi andrà oggi a vedere i Primal Scream? Che pubblico richiameranno?

La risposta arriva avvicinandosi alla meravigliosa location scelta dall’Associazione Mojotic organizzatrice del festival: la Baia del Silenzio.

Tra i due affacci sul mare con le fondamenta nella spiaggia della Baia del Silenzio si erge questo piccolo Ex convento dell’Annunziata che fa da solo di una concerto un’esperienza poetica.

Mentre ci avviciniamo agli ingressi noto il pubblico: generalmente tra i 30 e i 50 anni, tutti conoscitori profondi della musica che va tra il 1982 e il 1998 (lo capisco dalle magliette), ex dark, ex brit-pop, proprietari di negozi di vestiti dell’usato, ingegneri e bancari con le cuffie e con negli occhi tanta nostalgia.

La mia attenzione è attratta, con grande amore, da un cinquantenne con maglietta dei Joy Division e ai piedi le famigerate Hogan. Mi sembra il simbolo perfetto di una metaforica riflessione sul tempo, la passioni  non passa mai, ma a volte il tempo ci porta ad essere meno severi con noi e con gli altri. Incontro un sacco di milanesi venuti a Sestri per i Primal Scream ci salutiamo felici e loro mi dicono che un concerto così non si poteva perdere, io sono perfettamente d’accordo.

La partenza alle 23 del concerto innervosirebbe chiunque  per fortuna in una location così bella quasi tutto viene perdonato.

Parte il concerto, Bobby Gillespy è perfetto nella sua camicia verde cangiante e il pantalone nero a sottolineare le gambe magre e lunghe che gli donano un aria da santone tecno spesso confermata dall’immobilità totale sul finire dei pezzi in controluce.

Come together è il primo pezzo, tratto ovviamente da quel capolavoro di contaminazioni che archiviamo sotto il nome di Screamadelica. Tutto è subito forte e deciso, il concerto non lascerà spazio a malinconie, la batteria incalza e i chitarrismi noise di Andrew Innes aprono ad un mondo sonoro che travolge e stordisce facendo rivivere quello che in certo rock-pop è sparito: la freschezza della performance.

Si continua con Screamadelica, secondo brano in scaletta è Slip Inside, poi partono Jailbird e Dolls e il concerto diventa sempre più intenso alternando pubblico che balla e poga a momenti in cui il pubblico sostiene il gruppo applaudendo e soprattutto cantando parola per parola.

Tutto prosegue in un crescendo di emozioni fino alla pausa, a mio avviso un po’ ingiustificata, dopo Country Girl e Rocks due pezzi che mandano in visibilio la Baia del Silenzio.

Tornati sul palco i Primal Scream riportano subito forte con I’m losing more e Moving on up, perfette per chiudere una festa bella e dove si è sudato tanto. 

Le luci si spengono e si riaccendono dopo un’ora e mezza e siamo tutti a contemplare il mare di Sestri Levante e a pensare di come davvero per il rock mondiale gli anni novanta (dall’altra parte del mondo c’erano R.E.M., Nirvana e compagnia bella) siano stati un momento eccezionale e magico che ha aperto e contaminato in maniera fortissima tutta la cultura musicale avvenire.

Si spengono le luci, l’acqua della Baia è dolce, la notte ha un profumo buono, la catarsi è avvenuta.

Qui trovate il resto del programma del MOJOTIC FESTIVAL 2017 di cui siamo mediapartner! Fidatevi, andateci!