Mogwai special guest MùM in Villa Arconati: report e foto

 

mogwai-4Festival di Villa Arconati – Lunedi 7 luglio 2014 – Mogwai special guest MùM: tra magia e sogni infranti 

di Andrea Labanca

Il Festival di Villa Arconati regala al suo pubblico una serata di post-rock nella definizione più larga che si possa dare a questa etichetta. Mogwai e MùM sono due delle band che tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni ’00 hanno partecipato al grande movimento che reinventava ancora una volta il rock. Se i Mogwai per primi portavano alla ribalta mondiale il post-rock senza testo, i MùM con le loro voci sempre in bilico fra l’evocazione e il sospiro mettevano al centro delle compozioni frasi asciutte, quasi slogan, che trasportavano immediatamente l’ascoltatore verso un mondo fatto di leggerezze, presenze-assenze ma anche una certa ben nota ironia-dark islandese (basti pensare ai titoli dei loro album). Nella performance di Lunedi 7 luglio durante il Festival Di Villa Arconati , si confrontravano insomma due modi di coniugare il rock verso un essenzialità espressiva che alla fine degli anni ’90 era decisamente innovativa. Si arrivava dal grunge e dal brit-pop, si affacciavano alla ribalta mondiale nuove scene (anche da un punto di vista geografico) con formule rock che ancora oggi non danno segni di invecchimento. Peccato abbia lasciato un pò perplessi la perfomance degli islandesi MùM: freddezza al limite della banalità esecutiva, che non coinvolge il pubblico e che non lo lascia cadere verso il mondo grottesco-fiabesco che i sei fotomodelli vorrebbero evocare. L’apporto delle basi elettroniche non aiuta e sembra che la band sia rimasta a suonare a casa durante una nevicata con gli amici, esibizione troppo casalinga anche per chi vuole avere un attegiamento post. Se l’ultimo disco Smilewound aveva aperto a nuove sonorità pop e ad una certa attitudine comunicativa, dal vivo scompare tutto e rimane un compitino ben eseguito ma senza grande sostegno nè fisico nè musicale. Peccato davvero, viste le incredibili performance di qualche anno fa in cui tutti i gemiti e sospiri delle quattro bellissime voci della band erano un viatico verso un mondo etereo e sognante di cui ora arriva solo un’immagine sbiadita. I Mogwai al contrario dimostrano che gli anni passati sul palco, orami quasi venti da Mogwai Young Team del 1997, hanno permesso alla band scozzese di diventare ancora più forte, consapevole e immediatamente coinvolgente. Il concerto parte subito forte e il cielo cambia: purtroppo non solo in senso poetico, ma anche metereologico. Appena dopo l’inizio si aprono le nuvole sopra Castellazzo e noi ci ritroviamo inaspetatamente nell’umida campagna inglese con tanto di K-Way e ombrelli a coprire le facce sognanti. La band apprezza il calore della gente del “paese dù sole” e regala momenti di pura magia, che non viene attecchita dalla pioggia, anzi se possibile forse migliorata. Purtroppo dopo venti minuti salta (causa un fulmine) l’amplificazione e si capisce subito che è ora di andare a casa. Qualcuno grida “Unplugged” ma nè gli organizzatori, nè la band, nè il resto del pubblico apprezzano la boutade e il concerto finisce con una folla bagnata che cerca di nascondersi fra un ombrellone e qualche albero. Peccato il tempo e la strumentazione non abbiano retto, il live dei Mogwai si presentava esaltante vista anche la meravigliosa cornice naturale della Villa Arconati. Gli organizzatori hanno immediatamente annunciato il rimborso dei biglietti non potendo ahimè risarcire del bel sogno interrotto da un cielo infausto che da più parti è stato chiamato in causa in maniera varia e spesso colorita.

Di seguito tutte le foto a cura di ph- Mario Carina:

Mogwai

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MùM

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Info rimborso biglietti sul sito ufficiale di Festival di Villa Arconati