Milo Scaglioni live al 75 Beat di Milano – live report e foto

Milo Scaglioni 75 beat Milo Scaglioni ha presentato in anteprima il suo album di debutto al 75 Beat di Milano

Live Report di Joshin Galani – Foto di Attilio Marasco

Da sempre immerso nella musica Milo Scaglioni ha vissuto e suonato a Manchester per diversi d’anni. Tornato in Italia ha fatto parte dei Jennifer Gentle. Ha successivamente accompagnato al basso il tour “Colonna sonora originale”, di Roberto Dell’Era e ripreso la collaborazione ai live di Jim Noir.

In questi anni è stato complice delle vivide serate milanesi, dove il motto Play All Together è stato il cardine del “Circo Musicale”, che ha visto tantissimi artisti raggruppati un un’unica serata a far festa, in nottate memorabili al Biko.

Aspettiamo il suo progetto completo dal 2013, da quando il suo brano “Stone Cold Sober” esce nella compilation Gas Vintage Super Session vicino ad artisti come The Niro, Giuliano Dottori, Gianluca De Rubertis e Roberto Dell’Era.

E’ proprio nella sua Milano, al 75Beat che stasera presenta l’ anteprima del suo album di debutto.

Cede il basso e sale sul palco suonando la chitarra. Con lui la formazione dei The Winstons, stessa line-up del disco: ottimi musicisti ed amici di sempre: il “fratello” Roberto Dell’Era al basso e cori, Enrico Gabrielli alle tastiere, clarinetto, sax e cori, Lino Gitto alla batteria.

Tutti i brani sono in lingua inglese, che Milo padroneggia, considerando i suoi trascorsi in terra d’Albione.

Si parte con Black Dog N. 7 connotazione folk, cantata con grande naturalezza ed eleganza.

The first, the Second and the Last, ha un grande supporto di cori con atmosfera fairground del passato, di provincia americana.

Passa all’intensa ed intima Place Your Bet; il pubblico che gremisce il 75 Beat risponde con entusiasmo e coinvolgimento.

Sale sul palco l’amico Alessandro Grazian a prendere il posto di Dell’Era al basso, per una ballata riuscitissima ed avvolgente, che fa affiorare alla mente immagini brit pop, come la pioggia in una notte londinese: October 

La musica si snoda tra folk psichedelica e rock. Milo mostra un’emozione che non nega, sensibilità che avvalora il suo gran talento.

Ci racconta di aver scritto Baffled Mirror alle 10 del mattino del primo di gennaio; momento intenso di chitarra e voce che riempie la stanza, sembra raggiungere profondamente ogni singola persona che accoglie il suo suono in silenzio assoluto. Uno dei tanti lampi densi e perfetti della serata, un senso di compimento dove non c’è bisogno di altro.

Per Sea of misery invita sul Palco Gianluca De Rubertis alle tastiere, che ha partecipato anche alla registrazione su disco di questo brano; Gabrielli passa al clarinetto; un avvolgente tappeto sonoro, voce che parte sussurrata per poi estendersi, altro episodio ricco della serata che mi fa sentire che questa è musica di cui c’è bisogno.

Non può mancare Stone Cold Sober, la più conosciuta, il pubblico tiene il tempo con mani e piedi. C’è gioia sul palco ed esultanza tra il pubblico, l’atmosfera è di festa.

Torna sul Palco Gianluca De Rubertis per suonare – quella che ha il titolo provvisorio di Tim Buckley – , dichiarazione d’amore al compianto artista americano, con un assolo finale di sax che ci lascia senza fiato.

C’è spazio per un’altra manciata di brani e due cover, King of Carrot Flowers dei Neutral Milk Hotel e Everyboldy’s Talking di Harry Nielson, celeberrima colonna Sonora di “Un uomo da marciapiede”.

Viene richiesto a gran voce il bis e la scelta cade su The first, the second and the last.

“E’ un disco sincero” commenta Dell’Era in chiusura.

Finisce il concerto lasciandomi la netta impressione della forte identità musicale di Milo. Una potente amalgama sviscerata con un senso di uniformità musicale di gran gusto, un gran talento affiancato da musicisti eccellenti, tornerei domani a risentirlo.