Majakovich live @ 75 Beat – 2 maggio 2014: le foto

majakovichIl trio umbro Majakovich è in tour dopo l’uscita del loro secondo album, intitolato “Il primo disco era meglio” (prodotto da Tommaso Colliva), nel quale la band è per la prima volta alle prese con l’italiano.

di Eleonora Montesanti

Ci sono due parole che mi vengono in mente ripensando al concerto dei Majakovich: la prima è energia. Un’energia potente, fatta di sonorità compatte, di bassi imponenti, di affermazioni consapevoli, di bacchette consumate e di attimi di spontaneità. L’altra parola invece è cura. La cura che questi musicisti mettono nello svolgere alla perfezione ognuno il proprio ruolo e nell’amalgamarsi con gli altri cercando di creare un flusso coeso e costante, sballottando il pubblico in un insolito equilibrio tra pugni in faccia e carezze.

Si comincia subito col botto: Perché Francesco migliora è una canzone che spettina e che, come una forte ventata, costringe a girare la faccia e focalizzarsi su quello che sta succedendo sul palco. Due minuti e mezzo molto violenti in cui da subito ci si chiede se è fisicamente possibile che solo tre persone riescano a produrre una barriera di suono così intensa. Immediatamente, senza dare il tempo di riprendere fiato si procede con Devo fare presto, un altro temporale accompagnato da un testo disilluso che si scioglie in una dichiarazione cosciente: mia cara è… il segreto è non avere niente. Il live continua con Era meglio e Colei che ti ingoia e prende una piega leggermente più armonica, lasciando spazio ai pensieri, alla calma e dunque alla nostalgia; nello specifico in Colei che ti ingoia l’uso della tastiera dona al brano una forma circolare, in coda infatti le dita sui tasti si muovono sempre più velocemente, sembra quasi che rincorrano qualcosa e nel frattempo fuggano da loro stesse.

Altri episodi parecchio potenti si susseguono, tra cui If I could take a light – unico pezzo di Man is a political animal by nature (2010) proposto in questo tour, riadattato e cucito perfettamente insieme ai brani de Il primo disco era meglio (2014) – e L’hype del cassaintegrato, una canzone spiazzante, che racchiude in sé l’essenza di tutto il concerto, poiché alterna momenti di forte rabbia ad attimi di estrema delicatezza che fanno ancora più male. La verità (è che non la vuoi) poi è un susseguirsi di frasi d’impatto che costringono a guardarsi dentro e stuzzicano la volontà di svegliarsi dai torpori quotidiani. Ho già deciso e Una vita al mese, invece, sono esperimenti più corali; le scie melodiche di questi pezzi risultano al contempo orecchiabili e irrequiete, condite con testi claustrofobici.

In chiusura il trio umbro ci regala Prodezze, una delle canzoni più belle dell’ultimo lavoro; in pochi secondi ci accoglie un’atmosfera sognante, quasi celestiale, che scioglie tutta la tensione cumulata e disorienta chi ascolta, lo lascia ad occhi chiusi e con la bocca spalancata, senza fiato, in balia dell’emotività.

Però i Majakovich decidono di finire il concerto con l’ennesimo scossone, che si intitola Cristo, perché dopo la quiete è necessario ristabilire la giusta tensione e concludere con un pezzo che lasci nell’aria una scia esplosiva e risonante.

Insomma, il concerto dei Majakovich è un concentrato di sensazioni forti alle quali è impossibile restare indifferenti: la professionalità e la vitalità di Francesco Sciamannini (voce, chitarra, piano), Francesco Pinzaglia (basso, cori), Giovanni “Giangi” Natalini (batteria) regalano uno spettacolo davvero notevole, soprattutto perché è evidente quanto il palco sia la dimensione in cui danno il meglio, perché si divertono, si emozionano e sono in grado di contagiare tutti.

Di seguito le prossime date de IL PRIMO DISCO ERA MEGLIO – TOUR:

16 maggio – Le Mura – ROMA

17 maggio – Mamamù – NAPOLI

23 maggio – Morborock – MORBEGNO (SO)

24 maggio – Capanno 17 – PRATO

12 giugno – Milano Brucia – MILANO

21 giugno – Raindogs – SAVONA

28 giugno – V4V festival – ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE)

8 agosto – San Lorenzo Giovani – ATTIGLIANO (TR)

Tutte le foto di Adalfina Psyco:

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