Levante e il suo “Abbi cura di te Tour” @ Alcatraz Milano – tutte le foto

In realtà dovremmo amarci di più e chiaramente amando noi stessi  riusciremmo ad amare meglio anche gli altri e tutte le cose che ci circondano. L’amore è il motore universale che muove tutto. Se non funziona quello, l’amore per noi stessi, non funziona niente.  Questo ci raccontava Levante la scorsa estate in occasione della nostra intervista all’“Indiegeno Fest” di Tindari, e l’amore è quello che ha regalato lo scorso 13 febbraio all’Alcatraz di Milano.LEVANTE alcatraz milano (60 of 64)

Un concerto molto atteso, e ricco di emozioni per Levante che riesce a conquistare e impadronirsi del palco grande di Milano. Durante il live si susseguono brani del suo primo album “Manuale Distruzione” e ovviamente le più recenti del secondo lavoro: “Abbi cura di te”, un disco intenso, emozionante, divertente e ricco di sentimento che conferma il talento di Claudia Lagona come musicista e come autrice. “Credo fortemente in una sola felicità, quella dettata dall’amore verso se stessi” – così commenta Levante. Il disco è stato prodotto da Alberto Bianco (in arte Bianco), cantautore e produttore torinese che con questo secondo lavoro conferma il fortunato sodalizio con Levante (dopo “Manuale Distruzione”).

Una serata d’oro, ad iniziare dal suo abito, per proseguire poi con gli ospiti inattesi e più che apprezzati dal pubblico: i Train To Roots, la mamma di Levante che con lei canta Finche´ morte non ci separi, e infine la sopresona, Max Gazzè sul palco con lei. La prima volta che abbiamo ascoltato Levante, era il 2013, e lei apriva i concerti di Max Gazzè, l’avevamo fotografata e ci aveva colpito molto.. e ora eccola qui, ad ospitare lei sul palco Gazzè.

Levante ama il suo pubblico follemente, ed è un sentimento più che reciproco. I testi dei brani sono cantanti in un coro unico, tra lei e il pubblico, c’è veramente amore nell’aria.

Ci aveva raccontato di come nascono i suoi brani, le sue parole. “Ho iniziato a scirvere quando avevo 22-23 anni, poi però mi sono bloccata alla sedicesima pagina. Nel frattempo sono cresciuta, ho riletto queste sedici pagine e mi sono detta: “mmm devo rimetterci mano, riprendere delle cose”. Io parlo di quello che vivo, più passa il tempo e meno lo sento mio, dunque dovrei davvero prendermi del tempo per scrivere. Mi piace, in fondo io mi sono sempre definita una scrittrice che canta, perché mi sento un’autrice che canta;  poi scrivo a modo mio, con la mia semplicità, però mi sento più quello, che interprete dei miei brani.”

Levante è stata veramente una scrittrice che canta, e soprattutto che ama. E Milano la attende con ansia per il prossimo incontro.

Eccovi tutte le foto del live

 

Levante

Ph Anji

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In apertura Levante ha voluto Wrongonyou, lo pseudonimo di Marco Zitelli, giovane musicista romano, classe 1990. Non lo conoscevamo ma è stato una bellissima scoperta. Wrongonyou innamoratosi del folk e di tutta la discografia di Justin Vernon, comincia a scrivere brani intorno al 2013 ed a pubblicarli sul suo profilo soundcloud, i brani arrivano all’orecchio del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford il quale lo invita a registrare quattro brani nei recording studios dell’università, gli stessi dove nel ’91 gli Shinding, oggi conosciuti come Radiohead, registrarono Manic Hedgehog. Lì nasce Hands, il primo demo che gli permetterà di fare tanti nuovi concerti, tra cui il festival Frammenti e Tutto Molto Bello, oltre che di condividere il palco con Lee Ranaldo dei Sonic Youth.

Wrongonyou

Ph Anji

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