Killswitch Engage + August Burns Red + Atreyu + Bury Tomorrow @ Milano – live report e foto

killswitchEngage-4163Giunti  posto di buon ora, notiamo con piacere che la sezione dell Alcatraz con il “palco grande” è già bella gremita fin dalle prime note dei britannici Bury Tomorrow, che senza esitazione dopo essersi presentati, scatenano con forza il proprio metalcore dalle tinte melodiche, il sostegno del pubblico, i poghi e crowd surfing conseguenti sono segno di come dagli appassionati del genere siano attesi ed apprezzati, degno di nota il discorso del frontman Daniel Winter Bates contro i pacchetti “VipMeet&Greet” proposti dalle band più famose, in quanto dovrebbe essere la band a voler incontrare il proprio pubblico; mantine la parola dopo l’esplosivo show facendosi trovare in area merch dai fan, apprezzando il gesto andiamo anche noi a salutarlo e a ringraziarlo.

Report e foto Luca Simonazzi

atreyu-3979Ma il cambio palco non è così lungo e direttamente dagli Stati Uniti troviamo ora sul palco i californiani Atreyu, che con la propria esperienza quasi ventennale danno il via ad uno spettacolo che definire “dinamico” sarebbe riduttivo; nel giro di un paio di brani in cui i vari menbri della band si affacciano dalle transenne tra un salto e l’altro, non facciamo in tempo a voltare lo sguardo che troviamo il cantante Alex Varkatzas correre in mezzo al pubblico! E la scena si ripete più volte durante l’esibizione, emulato poi in momenti diversi dai compagni della band, rivelandosi indubbiamente il gruppo più scenico della serata, impossibile non farsi coinvolgere anche su alcune canzoni più recenti quindi meno celebri, complici anche gli incitamenti al pubblico del batterista/cantante Brandon Saller e le numerose corse a perdifiato del bassista Mark McKnight intorno a TUTTI gli amplificatori. Se non avete mai visto gli Atreyu dal vivo ma ci avete sempre fatto un pensierino, non perdete la prossima occasione, puro coinvolgimento senza grande scenografia se non il proprio banner alle spalle, grandi.

Il seguente cambio palco si allunga leggermente, ma l’attesa è ben ripagata, tra l’entusiasmo del pubblico gli August Burns Red danno il via senza tanti complimenti ad una scaletta esplosiva, strumentalmente impeccabili quanto capaci si rivelano sempre più potenti ad ogni live a cui abbiamo il piacere di assistere, ci concediamo così una passeggiatina nel pogo in centro platea; su breakdown dall’impatto brutale si catenano mosh incontenibili, mentre sullo sfondo del pubblico scatenato vediamo il microfono roteare al cavo come un lazo, scambi di strumenti tra chitarrista (pure in infradito) e bassista, intricati passaggi sui tamburi degni di essere rivisti al rallentatore, così da riconfermarsi una garanzia, anche sui pezzi nuovi che credevamo avessero leggermente perso smalto rispetto ai brani precedenti. Promossi a pieni voti anche stavolta! Da citare la condivisione di alcool tra cantante e pubblico delle prime file e la dedica di compleanno ad un ragazzo del pubblico.

In attesa degli headliner della serata, il palco viene liberato e sullo sfondo viene issato l’enorme banner dedicato all’ultima fatica “Incarnate” da poco pubblicata da Roadrunner, e così i Killswitch Engage vengono accolti dal pubblico ansioso tra l’entusiasmo generale, orfani del frontman Howard Jones hanno infatti ristabilito l’organico della formazione con il primo cantante Jesse Leach, che non ha perso un colpo in questi anni d’assenza tra altri progetti, ce lo dimostra infatti durante tutto lo show che va a pescare senza sosta da quasi tutta la discografia, affidandosi al folle chitarrista/fondatore Adam Dutkiewicz sempre su di giri, non manca il momento dei ringraziamenti e con l’arrivo dal backstage di una bottiglia di whisky sul palco, la band coglie l’attimo per fare gli auguri di compleanno al batterista Justin Foley, mentre tutto il pubblico, incitato dall’istrionico Adam, intona a gran voce “Happy Birthday you OLD CUNT!”, inutile dire che una serata del genere ha meritato in pieno, con suoni (e luci) fatti molto bene e gran partecipazione di pubblico, volgendo al termine su pezzoni immancabili come Rose of Sharyn, The End of Heartache, My Curse e la conclusiva In Due Time. Non mancheremo di certo anche alla prossima occasione se una qualità del genere è lo standard per questi ragazzi, ogni applauso è stato più che meritato.

Eccovi tutte le foto dei live

ph Luca Simonazzi

Killswitch Engage

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August Burns Red

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Atreyu

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Bury Tomorrow

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