Interpol all’Home Festival: report e foto

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Il pubblico dell’Home Festival durante il live degli Interpol

Anche quest’anno abbiamo avuto l’onore di assistere in prima persona all’Home Festival di Treviso, una delle rassegne musicali più importanti del nostro Paese, che già da quest’anno si propone come primo esempio di Festival di stampo europeo in Italia. Nei prossimi giorni vi racconteremo attraverso i report di Roberto Ceruti e le foto di Andrea Bertocchi, com’è andato il DAY 1 di Home Festival 2015. Oggi è il turno degli Interpol

di Roberto Ceruti

Quella degli Interpol era la seconda band di spicco del DAY1 dell’Home Festival; band americana attiva da quasi 20 anni ed ormai affermata come una delle più influenti rock band d’oltreoceano. La loro musica è considerata una visione odierna della new wave in chiave post-punk, con chiare influenze da Joy Division, The Cure, The Chameleons e Television.

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Paul Banks, leader degli Interpol, sul palco dell’Home Festival

Il trio, composto da Paul Banks (voce e chitarra), Sam Fogarino (batteria) e Daniel Kessler (chitarra), con l’aggiunta di Brad Truax (basso), membro della band in occasione dei live,  si è esibito alle 21.00 sul Main Stage, prima degli FFS – Franz Ferdinand & Sparks.

Come sempre la formazione di New York si è presentata sfoggiando il più classico dei completi (giacca nera, camicia bianca e cravatta nera) e parte subito forte con i brani del loro album più recente, El Pintor, seguiti dai pezzi che hanno fatto la storia della band.

Daniel Kessler Interpol
Daniel Kessler, chitarrista e membro fondatore degli Interpol

Moltissimi i fan presenti all’Home Festival che hanno gremito il prato di fronte al palco principale e gli Interpol non hanno deluso le aspettative: la band dimostra un forte carattere, i tre hanno talento da vendere e la loro musica è carica di energia.

Ottimo l’audio nonostante il grande palco all’aperto e tutto è filato liscio anche grazie alle condizioni meteo favorevoli, in una giornata caratterizzata dal clima piuttosto incerto.

Quello che però non abbiamo percepito durante l’intero concerto è stata l’empatia con il pubblico e la capacità di intrattenimento. In altre parole i ragazzi americani hanno fatto il loro compitino – peraltro egregiamente – ma senza lasciare il segno, hanno eseguito le loro canzoni come gli album in studio e non hanno mai veramente cercato di coinvolgere i propri fan.

In conclusione, nulla da dire sulle capacità tecniche degli Interpol che sono all’avanguardia in un genere ancora molto sperimentale come il post-punk, ma a nostro avviso l’esibizione della band è stata un po’ sotto tono e non ci ha regalato particolari emozioni.

Vi lasciamo alle foto del concerto, a cura di Andrea Bertocchi. Buona visione!

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