Il ritorno dei Danko Jones in Italia – Foto e Live Report

dankojones (7)LaMusicaRock.com non poteva assolutamente mancare al ritorno dei Danko Jones in Italia; li avevamo lasciati l’anno scorso al Bloom di Mezzago e li abbiamo ritrovati quest’anno al Factory di Milano, la prima delle due date nel nostro Paese per la presentazione del nuovo album Rock And Roll Is Black And Blue.

La serata inizia con gli svedesi Bombus, quartetto hard rock proveniente da Göteborg, che iniziano a scaldare gli animi del pubblico presente nel locale. Dopo di loro è il turno dei texani Riverboat Gamblers, quintetto punk rock proveniente da Austin, attivo fin dal 1997. Sono dei veri “animali da palco”, che riescono ad entusiasmare il pubblico del Factory anche per via delle “incursioni” fuori palco del cantante Mike Wiebe, che mi sono ritrovato più volte “spalla a spalla” durante il concerto, come possono testimoniare le foto da me scattate durante la loro esibizione. Meritano sicuramente di essere approfonditi, in modo da essere maggiormente pronti ad un eventuale loro ritorno sul suolo italiano.

È quindi l’ora dei Danko Jones. Il trio di Toronto sale sul palco nel seguente ordine; per primo il batterista Atom Willard (ex Offspring ed ex Social Distortion, che ha sostituito due anni fa il vecchio batterista Dan Cornelius), quindi il bassista John Calabrese ed infine il leader omonimo della band, Danko Jones. Il pubblico è letteralmente in visibilio quando Danko attacca con la prima canzone, Had Enough, tratta dal penultimo album Below the Belt. L’esibizione prosegue tiratissima, un brano dietro l’altro (stile Ramones per intenderci) e di tanto in tanto il concerto viene intervallato dai classici monologhi di Danko Jones, a cui il pubblico è abituato. Parlando con il pubblico, scherzando come suo solito, ammette di essere il numero uno, come riportato su uno striscione mostrato in prima fila, che afferra e mostra fiero al pubblico. Afferma inoltre che per fare un concerto rock non c’è bisogno di fare ore di soundcheck, ma bastano pochi minuti fatti bene.

Le canzoni scorrono veloci, vecchie e nuove, mescolate sapientemente per tenere il pubblico carico al massimo. Verso la fine c’è pure il tempo per una cover, Iron Man dei Black Sabbath, eseguita magistralmente dal trio canadese. Il nostro Mango Kid, in uno dei suoi soliti monologhi, esprime quindi un ringraziamento particolare alle leggende del rock che ci hanno lasciato, come Johnny Cash, Joey, Johnny e DeeDee Ramone, Ronnie James Dio e tanti altri che hanno reso grande questo genere musicale. Viene citato anche Jeff Hanneman degli Slayer, recentemente scomparso. Siamo ormai alla fine del concerto, l’ultimo brano eseguito dalla band è Mountain, dopodiché Danko e i suoi salutano il pubblico del Factory e abbandonano il palco tra uno scroscio di applausi.

È stato senza dubbio uno show fantastico e noi de LaMusicaRock.com siamo fieri di esserci stati per potervelo raccontare di persona.

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