Il compleanno di Musicraiser @ Studio 75Beat

Marco Ottolini

Una grande serata per festeggiare il primo compleanno del sito di crowdfunding Music Raiser.

Una serata densa di musica, parole e canzoni. 7 concerti di artisti che hanno fatto uscire (o stanno per farlo) un disco grazie a questa piattaforma digitale che sfrutta le potenzialità di un mezzo come Internet, per far girare i bei suoni che (sì, anche qui da noi!) forti si fanno sentire. 7 concerti e un dj-set di Alessio Bertallot per una serata che fa davvero ben sperare sul futuro della musica.

Apre la serata Fulvio Arnoldi, un personaggio con una lunga gavetta alle spalle come polistrumentista e cantante al fianco anche di nomi di un certo livello della musica italiana. La sua musica è una musica cruda, vera, senza mezzi termini come la musica dovrebbe essere. Mi piace il suo essere così sanguigno e le canzoni del suo album “Fatto in casa” hanno davvero il sapore delle cose artigianali. Dure e pure.

A seguire arriva Barbara Cavalieri che, dopo aver passato un discreto periodo a Londra, torna e pubblica un disco (grazie a Music Raiser) che si intitola “So Rare” e che porta con sé tutte le atmosfere autunnali e dolci della musica anglosassone. Indie senza esagerare.

Dopo due momenti diversamente intimi, arriva la bomba della serata. Un gruppo che ho scoperto solo ora e che mi hanno stupito in maniera entusiastica. Il Terzo Istante è un gruppo composto da tre ragazzi di Torino che sprigionano un’energia senza fine. Musica orecchiabile ma con arrangiamenti non banali. Musica intelligente ma che non vuole risultare spocchiosa. E un’immagine che, secondo il mio personale parere, potrebbe portare i tre molto lontano. Bravi. Andate a comprare subito i loro primi due ep “Come ti senti?” e “Forselandia”. Non ve ne pentirete. Salgono in scena dopo di loro gli Arm On Stage, gruppo che sta per pubblicare con la piattaforma di crowdfunding il loro secondo album “Aldrin”. Il gruppo continua a seguire la sua personale idea di melting pot musicale mischiano le varie esperienze artistiche dei vari componenti della band. E nel calderone di generi e stili il profumo che esce è particolarmente buono e dà molto calore. Folco Orselli mattatore di un gruppo davvero eterogeneo che si diverte e fa divertire.

Arriva poi Massaroni Pianoforti. Sembra il nome di un gruppo, invece è il “nome d’arte” di un menestrello. Gianluca Massaroni in Pianoforti mi ha ricordato, nei testi e anche un pò negli atteggiamenti, un Lucio Dalla ringiovanito. Divertente, molto fresco e con un pezzo “Carlo” che è diventato già una hit. I Collettivo Ginsberg, invece, si presentano sul palco per assalirci con i loro testi affilati e la loro musica insidiosa. Gruppo poco rassicurante che, utilizzando la tecnica del cut-up, ci porta in un mondo lirico e immaginifico in cui loro sono i padroni di casa. Oscuri ma molto interessanti. Unico appunto, se posso permettermi, l’immagine forse troppo simile a Capovilla e soci. Ma è un dettaglio. Chiudono questa carrellata di bella e buona musica gli El Karmaso. Nu-metal dall’Ecuador. Dei ragazzi latini che fanno ballare tutti con la loro musica pesante ma funky. La voce della cantante che sale e scende, dal paradiso all’inferno. Un mix di rap, rock e elettronica che non lascia spazio a molti dubbi. Gli El Karmaso e tutti gli altri gruppi presenti alla serata sono la dimostrazione che in Italia c’è voglia ancora di rischiare. Facendo ballare, facendo pensare, facendo emozionare.

Eccovi le foto di Elisa:

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