I MINISTRI e il loro “FIDATEVI” @ Alcatraz Milano – il live report del concerto

“E’ importante che non ci sia il sole che manda sempre tutto a puttane” e infatti l’Alcatraz per i Ministri è pieno, sold out, e nonostante piova e sia lunedì.

Live Report a cura di Linda Bertolo

Mi guardo intorno e vedo gente di tutte le età, dai ragazzini di 15 anni fino ai signori di 70 e secondo me è una cosa positiva, perché io credo che la bella musica non abbia età ma soprattutto perché a quasi 40 anni non mi sento fuori luogo…Dietro al palco il grosso squalo della copertina dell’ultimo album, riprodotto in rosso anche sulla gran cassa della batteria.  

In attesa dell’inizio del concerto vedo Mauro Pagani e capisco che la sorpresa annunciata dai Ministri sarà proprio lui. Timidamente gli chiedo di fare una foto e lui gentilissimo e disponibilissimo mi accontenta, questi sono i veri artisti! Verso le 22 si abbassano le luci ed eccoli sul palco, con le nuove bellissime giacche (Fede senza nient’altro sotto, per la gioia di noi donne).  Il concerto inizia con un’atmosfera adatta al tempo che c’è fuori con “Spettri” e subito dopo “Crateri”, si continua con “Comunque” e “Idioti”, con tanto di scritta luminosa sopra al palco (Grazie, comunque).

Divi è in gran forma, gran voce anche se il re indiscusso del palco è Fede che salta e si dimena continuamente. Il concerto prosegue con “Usami”, “Un dio da scegliere”, “Non mi conviene puntare in alto” e sulle prime note di “Spingere” Divi si toglie la giacca, fa un caldo incredibile, sotto al palco ovviamente si poga ( io guardo con una punta d’invidia) e dal palco arrivano bottigliette d’acqua. Tra una canzone e l’altra qualcuno urla ogni volta “Base a Vicenza” ma purtroppo non verrà accontentato. Prima di “Memoria breve” Fede dice una cosa bellissima riguardo all’imparare a guidare nei parcheggi vuoti, una volta (chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà) lo si faceva la domenica in quelli del supermercato, ma ora che sono sempre aperti non si può più fare ed è vero che “abbiamo guadagnato il poter fare la spesa di domenica ma ci abbiamo perso in umanità”. Si continua con “Tra le vite degli altri” e finalmente “Il bel canto”, dove Divi ovviamente fa stage diving. “Tempi bui”, “Dimmi che cosa” e se ne vanno, per tornare dopo pochissimo con Mauro Pagani (avevo ragione!) al violino per suonare “Fidatevi”. Si continua con “Fuori”, “Una palude” e “Diritto al tetto”, un po’ di ringraziamenti e purtroppo “Abituarsi alla fine” con altro stage diving di Divi.

Guardo l’orologio, quasi due ore di concerto, praticamente volate. Bravi davvero, fidatevi dei Ministri, dal vivo sono una vera potenza e finalmente mi hanno fatto capire cosa voglio fare da grande: Io voglio passare le chitarre a Fede! In alternativa mi accontenterò di lavare e stirare le giacche per tutti e tre.