Graveyard e Imperial State Electric @ Circolo Magnolia: report e foto

Serata dedicata ai grandi interpreti dell’hard rock svedese quella in programma mercoledì 11 novembre al Circolo Magnolia di Segrate. A dividersi la scena i Graveyard e gli Imperial State Electric.

Report di Mario Orefice – Foto di Niska Tognon

Due grandissime band e un grandissimo pubblico, giunto per l’occasione da tutto il nord italia, fanno sì che la serata di mercoledì tenutasi presso il Circolo Magnolia sarà ricordata come un vero e proprio evento dagli appassionati del genere.

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Nicke Andersson degli Imperial State Electric

Si parte fortissimo con gli Imperial State Electric di Nicke Andresson. Se questo nome non vi è nuovo allora avrete già sentito parlare degli Hellacopters, gloriosa band fondata da Andersson nel 1994 e che ha raggiunto discreti livelli di popolarità e unanimi riconoscimenti in patria ed altrove. Oppure degli Entombed, formazione heavy metal molto prolifica negli anni novanta. Chi suona la batteria negli Entombed? Sempre Andersson. Solo un breve ripasso alla biografia per dimostrare che ci troviamo di fronte a gente che con il rock ci sa fare e non a caso l’esibizione del Magnolia è stata incredibile. Gli Imperial State Electric sono spettacolari: brani tiratissimi, tecnica eccellente, suoni senza fronzoli, diretti e bellissimi. Vedere i quattro agitarsi, divertirsi e coinvolgere il pubblico è una gioia per gli occhi, una sentita dichiarazione d’amore al rock and roll. Nella breve scaletta che ripercorre i 4 album della band, fino al fresco “Honk Machine” c’è anche spazio per una pompata cover di Born To Be Wild degli Steppenwolf alla maniera imperiale.

Carichi a mille attendiamo con curiosità l’esibizione dei Graveyard. Riguardo al rock anni ’60 e ’70 è stato detto di

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Joakim Nilsson dei Graveyard

tutto e di più, Led Zeppelin, Deep Purple, Hendrix, Cream, Black Sabbath e chi più ne ha più ne metta, hanno scritto i paradigmi del genere. Si può ancora scrivere della musica inedita intenzionalmente derivativa di quell’epoca senza ricadere nel banale e nel già sentito? Sì, se il tuo nome è Joakim Nilsson. Perchè, non ce ne vogliano gli ottimi musicisti che lo accompagnano, la voce di Joakim Nilsson fa la differenza. E mentre nei brani in studio tutto scorre splendidamente e ben amalgamato, dal vivo le doti che madre natura ha ben deciso di donare al ragazzo biondo, e di conseguenza a tutti noi suoi appassionati fan, spiccano sopra tutto e si rimane come ipnotizzati dal suo canto che sa essere potente e melodico. Il songwriting accattivante ed il resto della band fanno in modo che questo venga ancor di più valorizzato, rendendo i Graveyard una realtà ormai affermata e consolidata tra i maggiori esponenti del genere. Si passa così dai ritmi veloci ed hendrixiani di Hisigen Blues alle ballate Exit 97 e Uncomfortably Numb, fino al groove dell’ultimo singolo The Apple & The Tree. La chiusura è affidata al cavallo di battaglia The Siren tratto da quello che è considerato da tutti il loro album capolavoro Hisigen Blues del 2011, brano acclamato e cantato da tutto il Mangolia gremito come un Apple store nel giorno di uscita del nuovo IPhone. Un successo mica male per chi da noi non conta nemmeno un passaggio nelle radio nazionali.

Aspettando con impazienza il ritorno in Italia dei Witchcraft… w la Svezia!

Le immagini della serata nelle fotografie di Niska Tognon

Graveyard

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