Dimartino, live report del concerto allo Zo – Catania

dimartinoOggi vi racconto di un concerto memorabile. I Dimartino tornano a Catania e devo proprio dirvelo, il centro Zo non aveva mai visto un concerto così affollato e partecipato. Per farla breve, la data è stata un vero sold out, non c’era un centimetro libero ed è stato bellissimo! Sembrava una festa!

 

Di Egle Taccia

Si parte con “Cartoline da Amsterdam” e “Come una guerra la primavera”. “Cambio idea” ci mostra un Giusto Correnti in stato di grazia, che ha picchiato la batteria per tutta la sera, mentre Angelo Trabace ci incantava e ipnotizzava per tutta la durata del live con le sue prodezze al piano e alle tastiere. Un live di impronta più rock rispetto al precedente a cui avevo assistito a Tindari d’estate.

Antonio Di Martino ci saluta e poi dedica “Le Montagne” a dei ragazzi di Castelbuono che sono venuti a Catania proprio per il concerto. In realtà non erano gli unici ad aver fatto tanta strada per esserci, visto che tra il pubblico erano numerose le persone che venivano da ogni angolo della Sicilia per ascoltarli.

Per ricambiare c’è una sorpresa. Giusto mette una cuffia, mentre Antonio ci spiega che durante la serata verranno registrati dei pezzi live. Il primo è il mio preferito in assoluto della band: “Niente da dichiarare”. L’esibizione qui ha raggiunto i massimi livelli! Esecuzione perfetta non solo della band, ma anche del pubblico, che l’ha urlata a squarciagola. Non li ho mai sentiti così!

La canzone che eseguono nei migliori matrimoni, “I Calendari”, ci porta a quel brano che all’inizio fa: “Ho consegnato lettere a un postino anonimo…”. Avete presente “Maledetto autunno” ? Ecco, io la voce di Dimartino non sono riuscita a sentirla, perché il pubblico l’ha completamente sovrastato.  Si torna a registrare un brano storico, “999”, che ha il cuore a Catania, per poi ritirarsi per i bis, mentre Giusto per qualche frazione di secondo non si accorge che il resto della band se n’è andato. Il suo spaesamento momentaneo ci fa notare che l’emozione dev’essere fortissima anche per loro.

La band rientra parlandoci di Misilmeri, di quelle giornate di Pasqua quando chi vive in paese rincontra tutti quelli che sono scappati via per studiare, per lavorare, per andare a cercare fortuna nella nostra Europa. Tutto è fantastico fuori, e funziona, ma dopo sei Negroni viene fuori la verità, ovvero che fanno una vita di merda all’estero. Ci ho scritto una canzone, “La vita nuova”.

Continuano le sorprese, con “Piangi Maria” una canzone che non facciamo quasi mai. “Ho sparato a Vinicio Capossela” è una canzone d’amore, sono stato sfortunato fino a poco tempo fa…

Poi è il momento della canzone preferita dai nipoti di Di Martino, che è “Non ho più voglia d’imparare” dopo “Infinite volte” di Lorenzo Fragola, che accenna, facendoci sorridere.

Mentre i Dimartino ci parlano del loro odio per le Ferrovie dello Stato, noto tra il pubblico Cesare Basile, che ha un affetto particolare per la band.

Ringraziano ancora chi ha fatto tanti chilometri per essere presente, scherzando sul testo di “Cambio Idea”: non so che tipo di droghe prendevo in quel periodo.

Continuano il live ancora e ancora, perché in fondo ci hanno preso gusto anche loro. “Una storia del mare” precede il bis della registrazione di “Niente da dichiarare”, con cui ci salutano.

Come sempre devo sottolineare la bravura e il talento di Angelo Trabace ai tasti bianchi e neri. Lui è l’unico tra i nostri che riesce a fare uscire il vero rock da un piano!

Cari Dimartino, a noi non è bastato! A quando la prossima?