Diaframma a Napoli: il racconto del live al Doria 83

diaframma-federico-fiumani-leader-dei-diaframma-0Sergio Sciambra

Diaframma @ Doria 83, Napoli, 1/12/2013

Dopo pochi minuti che Federico Fiumani e i suoi hanno preso posto sul palco del Doria 83, mi risulta evidente che un concerto dei Diaframma si porta dietro, amplificata a mille, la stessa sensazione che accompagna anche l’ascolto dei loro lavori in studio, soprattutto quelli del periodo post-Sassolini: la sensazione di avere a che fare con qualcosa di profondamente e genuinamente autentico, con il vissuto e le emozioni di un uomo sbattuti, senza filtri e senza farsi problemi con la metrica e l’intonazione, sul suono di una Fender Telecaster.

Quest’attitudine prende vita sul palco, ovviamente nella figura di Fiumani, nel trasporto e nel coinvolgimento  col quale esegue quei brandelli di vita che sono le sue canzoni e che lo portano ad essere un frontman ora timido (dal palco solo “buonasera” , “grazie”e “scusate il raffreddore” ) e sulle sue, ora schizzato e furioso, in un rito che a ben vedere è cosa diversa da i classici schemi estetici del rock show; e quindi gli si perdona qualche imperfezione, tipo alcune sviste nel cambio effetti, o qualche verso cantato fuori dal microfono per la troppa foga; ma questa  in realtà non la si perdona, la si accoglie volentieri, perché sottrarrà anche parole all’ascolto, ma restituisce la fotografia di una passione vera,  che è ancora lì intatta dopo trent’anni di musica, e pure sul palco di un piccolo club.

E a dirla tutta,  imperfezioni a parte, quello messo in scena lo scorso 1 dicembre sera sul palco napoletano è un signor concerto, dove oltre all’energia e alla passione parlano un sound  solido e ben costruito. Il suono inconfondibile della chitarra di Fiumani è lì, come te lo aspetteresti, e poggia comodamente, come ormai accade da un po’ anche in studio, sulla base costruita al basso e alla batteria dagli ottimi Luca Cantasana (davvero un bassista eccellente, piacevolissimo vederlo all’opera) e Lorenzo Moretto.  A questo giro, nel vorticoso roteare delle formazioni dei Diaframma, da qualche anno assestati sul terzetto, ritorna la chitarra di Edoardo Daidone, per una gradita iniezione di robustezza nel suono della band  che regala momenti alcuni fra i momenti migliori della serata (vere chicche per i fan di vecchia data lo storico solo, un tempo di sax,  di “Siberia” o il doppio assolo, in alternanza con Federico, di “Amsterdam”).  La scaletta è, a conti fatti, un viaggio in quella che è una delle trame più significative del rock italiano, a partire dai classici tratta dalla pietra miliare “Siberia” e dagli altri album del periodo Sassolini, fino ad alcuni estratti da “Preso nel vortice”, l’ottimo lavoro da poco pubblicato dalla band, passando per la lunga produzione anni ’90 e ’00 di Fiumani.

Inutile dire che i momenti più intensi, quelli che riescono ad agitare anche questo pubblico caloroso ma un po’ ingessato (tipico dei piccoli club), corrispondono agli storici brani degli esordi new-wave , che hanno retto non solo alla sfida del tempo ma anche a quella (qualcuno più, qualcuno meno) di un radicale cambio di voce,  e agli highlits del periodo con Fiumani alla voce , i più datati “Diamante grezzo” e “Gennaio”, ma anche le più recenti “Vaiano” e “Labbra blu”; però va detto che  pure i nuovi pezzi vincono la prova del palco, con “Tutte le strade” e “Il suono che non c’è” in testa a candidarsi come must dei prossimi tour.

A chiudere positivamente una serata già valsa più dei pochi euro sborsati all’ingresso, c’è stata anche la possibilità di acquistare l’ultimo lavoro della band direttamente dalle mani di chi lo ha scritto e suonato; magari con un autografo sopra, chè tanto lo sappiamo che questi riti irrazionali ci prendono più di quanto vogliamo ammettere…

A seguire, la scaletta (in ordine sparso) della serata:

ATM

Gennaio

Verde

Siberia

I sogni in disparte

L’odore delle rose

Diamante grezzo

Il suono che non c’è

L’amore segue i passi di un cane vagabondo

Tutte le strade

Ottovolante

Elena

Amsterdam

Io sto con te (ma amo un’altra)

Madre superiora

Mi sento un mostro

Grande come l’oceano

I giorni dell’IRA

Labbra blu

Venus (cover dei Television)

Una carezza in un pugno

Vaiano

Fiore non sentirti sola

Giovanna dice

Tre volte lacrime

Claudia mi dice

Blu petrolio