Deproducers @ Planetario – Livereport e foto

deproducersMeta-teatro, meta-concerto, meta-conferenza…shakeriamo tutto insieme e otteniamo questo splendido spettacolo, andato in scena il 23 febbraio al Teatro Dal Verme di Milano.

di Elena Giosmin

Vittorio Cosma è la mente dietro al progetto Deproducers – sorta di supergruppo formato con Max Casacci (Subsonica), Gianni Maroccolo (CSI, Litfiba) e Riccardo Sinigallia.

La collaborazione nasce per istinto naturale, la volontà di creare musica e dare vita ad un progetto concettuale vero e proprio. L’idea è quella di intraprendere un percorso ambizioso, mettendo in musica una sorta di enciclopedia delle scienze, dividendola in argomenti, ognuno dei quali costituirà il soggetto di un apposito album e progetto live.

Ed ecco che alla band si aggiungono la voce narrante dell’astrofisico Fabio Peri (Conservatore del Civico Planetario “U. Hoepli” di Milano), conosciuto da Cosma e da subito coinvolto nell’idea di creazione e il batterista Dodo Nikishi (Mouse on Mars)

Da tutto questo nascono un disco, PLANETARIO, e un tour.

E quindi ci ritroviamo in un teatro, con un palco buio, con una strana installazione cesellata di forme geometriche e compresa fra schermi, gli strumentisti che spuntano da esagoni, pentagoni, un astrofisico nell’ombra che ci presenta il tema musicale iniziale.

Una sorta di genesi in note ci accompagna e introduce al primo momento di divulgazione scientifica.

L’astrofisica diventa semplice, comprensibile, seguendo la simpatia e l’entusiasmo di Fabio Peri, la sua timida ironia, il suo parlare di cosmo, stelle ed espansione dell’universo.

Pian piano la musica riprende il sopravvento, a ogni giro di basso un po’ più coinvolgente, un po’ più complessa, un po’ più metafisica.

Sugli schermi luci, immagini, pianeti.

Poi nuovamente Peri e il racconto dei messaggi nello spazio, le dimensioni delle costellazioni, il sistema binario.

E ancora musica…poi parole e musica si fondono, si fanno l’una la spiegazione dell’altra, un continuum sensoriale e mentale indistinguibile, una specie di mantra per neuroni.

Ci si scopre a filosofeggiare, durante questo spettacolo. Ci sono le domande scientifiche, quelle più intimiste sul senso delle cose, c’è la musica, che avvolge il tutto con una matrice emotiva potente. La mente divaga.

Poi i saluti di Peri e il bis dei Deproducers: Just One Day, dalla colonna sonora del documentario “Italy in one day” di Gabriele Salvatores.

Una conclusione adeguata, bella, per una serata diversa, molto intensa.

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