Il live report e la scaletta dei Deftones @ Live Club Trezzo

Deftones-Live-Club-Italia-2016-750x452Quando si parla di Deftones e soprattutto di un loro tour in Italia, non c’è impegno o scusa che tenga per mancare. Un loro concerto è come andare alla messa della domenica. Ci devi andare per forza.

di M.C.

Sono di parte, perché i quattro di Sacramento sono stati fondamentali nella mia crescita musicale, dal 1994 in avanti.

Pur essendo stati una pietra miliare in quello che dai fine anni 90 era stato definito nu-metal, Chino e compagni si sono sempre defilati da questa etichetta che gli andava stretta.
Sì inizialmente, ma ancora oggi, hanno fuso generi diversi. Lo hanno fatto però sempre nel loro stile, senza x forza di cose finire nel cliché che ha ingabbiato molti se non tutti gli altri gruppi del filone.
Nel bene e nel male sono sempre stati in grado di rinfrescare il loro stile. Da Adrenaline, sono stati concepiti altri 7 album, di cui Gore è quello fresco di stampa e con cui si presentano questa sera 7 giugno al Live di Trezzo sull’Adda come unica data italiana. Gore, album acclamato da molti, è un album maturo, complesso e poco immediato. Difficile da digerire se si è abituati al loro song-writing “pop”.Gore però è anche la naturale evoluzione di  Koi No Yokan,che a sua volta è l’evoluzione di Diamond Eyes, insomma sono sempre i Deftonesma piu “sperimentali”.

La data di Trezzo è soldout da tempo. Mi ritrovo con alcuni amici al bancone del bar davanti ad una birra in attesa del gruppodi apertura.
Ci rendiamo conto che sono passati quasi 20 anni dalla prima volta che abbiamo visto i Deftones live al Rolling Stone con i Will Haven, sembra essere stato ieri. Scatta il momento nostalgia, partono ricordi e aneddoti: dalla birra bevuta con loro post concerto, alla telefonata della tua ex da Bologna che ti fa parlare con Chino Morenoventanni.

Nel frattempo il Live di Trezzo si riempie e sul palco salgono i Three Trapped Tigers, band inglese che si destreggia tra un post-rock strumentale a la Mogwai, math-rock stile Battles e qualche accenno di elettronica. Suonano per una mezz’ora di set molto intenso, teso e tecnico. Però, il trio strumentale alla lunga diventa difficile da seguire specialmente se dopo di loro ci sono Moreno e soci.

E finalmente veniamo al momento tanto atteso. Sono le 21.45. Il palco è pronto. I Deftones carichissimi partono all’attacco. Chino Moreno è in grandissima forma e si presenta biondo platino!(come nel tour di Around the Fur, sarà un caso?) Si comincia con una pesantissima Rocket Skates, per poi virare subito su My Own Summer. Segue a ruota Be Quiet and Drive e a sua volta MX. Vuoi vedere che i Deftones ci ripropongono Around The Fur per il quasi ventennale? Non proprio ma poco ci manca. Su una setlist di 19 brani, 5 risulteranno tratti da quell’album. Si sussegue una carellata di brani tratti da Koi No Yokan,Diamod Eyes, e White Pony. Solo 2 canzoni del nuovo album Gore,Prayers/Triangles e la bellissima Rubicon con cui chiuderanno il concerto. Questa scelta mi fa pensare che probabilmente anche per loro Gore,risulta un album difficile da proporre dal vivo. Non macheranno la struggente Change, Knife Party, Rosemary.
Una breve pausa ed è tempo dell’encore. Questo significa una cosa sola. Il concerto a breve terminerà. Con stupore noto che non hanno ancora suonato nulla da Adrenaline. Detto. Fatto. Parte diretta come un pugno nello stomaco Root e subito dopo Engine N.9 che ci da il colpo di grazia chiudendo definitivamente la serata.
Ci sono due aspetti che non mi hanno convinto del tutto. La scelta della setlist che ha tagliato fuori alcuni brani degni di essere suonati e il tempo di esecuzione che compreso di encore non è arrivato all’ora e mezza, cosa che da una grande band non ci si aspetterebbe (anche se è vero che loro non hanno mai fatto show lunghi). Però alla fin dei conti.. i Deftones sono i Deftones.Punto.

6.7.16 Milano, Italy

Una foto pubblicata da deftonesband (@deftonesband) in data:

SETLIST:
Rocket Skates
My Own Summer (Shove It)
Be Quiet and Drive (Far Away)
MX
Swerve City
Rosemary
Diamond Eyes
You’ve Seen the Butcher
Prince
Prayers/Triangles
Digital Bath
Knife Prty
Change (In the House of Flies)
What Happened to You
Around the Fur
Rickets
Rubicon

encore:
Root
Engine n.9