Daniele Silvestri @ Estragon: il fan report del concerto di Bologna

Il racconto della nostra fan-inviata Mery Monari:

Le prime note sono quelle di “Aria” una canzone lenta e malinconica : quello che certo non si può dire dell’intero concerto di Daniele Silvestri  all‘Estragon di Bologna .

Daniele silvestriUn tutto esaurito con il suo perché . Daniele alterna canzoni lente e poetiche come “Ma che discorsi“, “ Occhi  da orientale” e “Il mondo stretto in una mano” a canzoni di impegno politico ( “Il mio nemico “, “Questo paese” e “L’appello” ) passando attraverso vecchie canzoni  spassose ed ironiche (” Datemi un benzinaio ” e “Il flamenco della doccia” ). Giocando con le parole con l’ultima canzone- filastrocca ” Stizzitiscitici ” , Daniele Silvestri coinvolge pubblico e musicisti con grande slancio e simpatia . Un animale da palcoscenico si potrebbe dire , un “romanaccio” di certo non timido, come testimonia la sua canzone “Testardo” . A grande sorpresa a metà concerto arriva l’ospite della serata , il grande cantante e musicista (non conosciuto da tutti ) Paolo Benvegnu‘ che ci lascia ad orecchie aperte con il suo “Mare verticale” .

Emozioni intense insomma , per tanti ma non per tutti perché un cantautore come Silvestri bisogna capirlo nel profondo, sentirlo dentro ed interpretarlo . Certo ci fa ballare con “Salirò” e con “Gino e l’alfetta” ma solo pochi possono sentire la pelle d’oca con “Sulle rive del’ Arrone” e “Il dado ” . Chi lo segue da vent’anni come me può amarlo a fondo in tutte le sue sfaccettature di piccolo uomo ma grande artista .

La solita grande conclusione con ” Cohiba” porta il pubblico ad un livello di adrenalina altissimo lasciando nel cuore degli spettatori il ricordo di una bella serata tra una birra e due risate , come tra vecchi amici .

Foto di Ivan Elmi