Converge live al Magnolia – report e foto

di Niska Tognon

A distanza di due anni dall’uscita del loro ultimo album All We Love We Leave Behind (2012) e dal loro concerto a Milano, i Converge sono tornati con un’unica data italiana nella stessa città ospiti del Circolo Magnolia. Da sempre le loro performance live sono considerate stratosferiche, quindi noi de LaMusicaRock.com, carichi di buone aspettative, siamo tornati per dare ulteriore testimonianza. Vent’anni di carriera iniziata ai tempi del liceo, questa band dal Salem, Massachusetts si distingue per i testi delle proprie canzoni, pezzi singoli che parlano di esperienze personali rendendo ogni creazione unica, una vera e propria storia a se.
Difficile definirli in uno stile, unici anche nel loro sound metallico ci addentriamo quindi nella descrizione dell’evento a cui siamo stati partecipi mercoledi scorso. Ad aprire la serata gli Okkoltukrati, una band dalla Norvegia, Formatisi a Oslo, nel 2008, il loro è un mix tra il metal dei Black Sabbath ed il punk dei Motorhead.

Sono le 21.00 quando gli avariati norvegesi salgono sul palco senza proferire una sola parola e partono a suonare senza tregua. Sarà stata l’attesa tutta per i Converge o il fatto che fosse ancora presto ma non crediamo questo show abbia lasciato il segno, visto il totale distacco con il pubblico e la mancanza di qualsiasi scenografia sul palco un’esibizione rude e priva di atmosfera. D’altra parte menzione d’obbligo per il bel sound grezzo e granitico con pezzi ben strutturati.

21.45 è l’ora dei luridi MARTYRDÖD e già la folla inizia a prender posto sotto il palco. La band svedese si é formata nel 2001, l’ultimo album Paranoia è del 2012, propone un sound che è un mix tra black metal, death metal, e d-beat crust. Il look è imponente, siamo di fronte a veri metallari svedesi.

Il cantante dai capelli lunghi biondi è un vero e proprio vichingo e a metà concerto si toglie la maglietta dimostrando una maggiore presenza scenica rispetto al gruppo precente, maggiore anche il coinvolgimento del pubblico che accena i primi timidi headbanging. Più che un canto i versi di Mikael Kjellman sembrano conati, e il sudore e la puzza ormai si possono sentire pesanti uscire dal palco. Colpisce la violenza del loro metal dalle varie sfumature doom punk folk, possiamo dire che la loro esibizione ci ha piacevolmente colpiti ed è da considerarsi una carica irruente e preparatoria all’esibizone del gruppo finale che stavamo attendendo.

Ore 22.30 i Converge sul palco: non c’è nemmeno il tempo delle presentazioni che i nostri prendono posizione, pronti ognuno a violentare il proprio strumento. Quello che è successo da quel momento in poi si può descrivere solo come una carneficina. Le prime note di schizzofrenia con Eagles, brano del 2004 tratto dal loro quinto album You Fail Me e primo con l’etichetta Epitaph Records, così i nostri decidono di aprire lo spettacolo . Seguono le altre canzoni a raffica, sparate come una mitraglia senza tregua, molti i pezzi tratti dal loro ultimo album del 2012 come Aimless Arrow o Glacial Pace. Il cantante posizionato sotto transenna urla le sue canzoni protedendosi verso il pubblico, l’immagine che ci troviamo davanti è quella di un branco di animali che cerca di rispondere alla violenza di Jacob con altrettanto impeto, come se tutti fossero pronti al macero e impazienti di raggiungere il palco che così si trasforma in un enorme tritacarne dove chi riesce a passarci ne esce carne macinata pronta a ricomporsi e farsi triturare piu volte

Dalle urla lancinanti di Jacob passiamo alla devastazione di Ben Koller che picchia sulla sua batteria, con una forza disumana che lascia senza fiato, come se volesse distruggerla più che suonarla.

Un‘ora di esibizione diremo piu che intensa che non ha deluso alcuna aspettativa, corrosione e devastazione nelle orecchie della folla, intervallata da urla di bestemmie di Jacob ben aprezzate dalle sue vittime che rispondono ad eco come un amen in preghiera, come in broken vote pezzo aggressivo punk tratto dal loro capolavoro del 2004 Jane Doe, con cui i Nostri ci salutano.

Che dire di questi Converge, ma noi già lo sapevano, anche questa volta non hanno deluso le nostre aspettative!!!

Eccovi tutte le foto della serata, sempre a cura della nostra Niska Tognon:

OKKOLTUKRATI

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MARTYRDÖD

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CONVERGE

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